Postato in data 5 maggio 2020 Da In Politica

“L’OCCUPAZIONE DEI LAVORATORI IMPEGNATI NEI SERVIZI DI APPALTO PER CONTO DEL COMUNE DI RAGUSA NON SI TOCCA”

I CONSIGLIERI PD D’ASTA E CHIAVOLA: “SI UTILIZZANO DUE PESI E DUE MISURE, PER QUALE MOTIVO?”  

 

E allo stesso tempo, non risulta comprensibile il motivo per cui, su fattispecie analoghe, l’amministrazione comunale utilizzi pesi e misure differenti”. A dirlo sono i consiglieri comunali del Pd di Ragusa, Mario D’Asta e Mario Chiavola, dopo avere preso atto che l’ente di palazzo dell’Aquila sta adottando strategie operative diversificate nella tutela del personale che da anni svolge gli stessi servizi per conto dell’ente di palazzo dell’Aquila.

“Il riferimento – sottolineano i due esponenti democratici – è alla gara per la gestione della piscina comunale. Sebbene si tratti di un servizio di cui, da anni, usufruisce tutta la città, nel nuovo bando è stato deciso di non salvaguardare i dipendenti della cooperativa che si dovrà occupare della gestione dell’impianto e, infatti, quattro persone su otto saranno costrette ad andare a casa.

Lo stesso, invece, non accade per quanto concerne l’altro bando che per ora sta tenendo banco al Comune di Ragusa, vale a dire quello concernente i servizi di pulizia degli immobili comunali. Infatti, in questo caso, sebbene inizialmente ci fosse stato il rischio di una riduzione dell’orario settimanale, poi sconfessata dall’assessore al ramo, è stato deciso di salvaguardare tutte e 29 le unità lavorative.

Vorremmo dunque capire le ragioni di questa scelta e, soprattutto, il motivo per cui non si tiene una linea univoca. In quest’ultimo caso, come normale che sia, se la cooperativa aggiudicataria del servizio non rispetterà le clausole di salvaguardia, con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, è contemplata la rescissione del contratto.

Perché stessa procedura non è stata utilizzata con il bando riguardante la piscina? Perché non si è voluto tutelare, in questa circostanza, i lavoratori? Quali sono i ragionamenti fatti? Ne vorremmo essere messi a conoscenza per capire il motivo di questa discriminazione. E, soprattutto, per verificare le ragioni per cui sono stati adottati due pesi e due misure nell’ambito, di fatto, della stessa procedura”.

 

di redazione

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