Lettere al Direttore

Postato in data 4 giugno 2017 Da In Lettere al Direttore Con 299 Visualizzazioni

La Banca del Tempo

Del fenomeno dei Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) ho già parlato.Ma un fenomeno non sta mai da solo. Esso finisce per innescare energie, sinergie, contaminazioni e visioni nuove.

Domenica scorsa, su iniziativa del Gas Il Filo di Paglia di Comiso condivisa dai Gas Colibrì, Gasamuni, Mazzareli, Il Melofrano, patrocinata da FormaMente e promossa da Permacultura & Transizione, ho partecipato ad una giornata di incontro-scambio con Liborio Galbo, ideatore ed anima della Banca del Tempo Himerense di Termini Imerese  che ci ha parlato e portato nel mondo possibile e alternativo in cui il valore di scambio non è nè l`euro nè il dollaro nè altra moneta convenzionale, ma il Tempo, l`unica dimensione che non si può recuperare, l`unico fattore che una volta passato è…perduto; allora, dice Liborio- occupiamolo produttivamente e consideriamolo una risorsa da utilizzare al meglio-.

È sorprendente di quanto la visione della vita possa cambiare in relazione a questo capovolgimento del punto di vista.

mani che si tengono
Parole desuete e nuove che esprimono concetti complementari; baratto, economia solidale e circolare, rigenerazione del suolo e delle relazioni umane, ricerca di costruttori e costruttrici della bellezza e dei desideri, custodi del cuore, attivismo sociale delle cittadinanze…. un mondo alieno, insomma.

Scambiare azioni, saperi, talenti, prodotti….Tempo. Esempio: essere disponibili ad accompagnare anziani per una visita dal medico e ricevere in cambio lezioni di inglese, curare un giardino e ottenere aiuto per tinteggiare una stanza, ma ancora più bello e avvincente `fare gruppo` e impegnarsi a scambiare le proprie ore di Tempo con l`amministrazione comunale per curare gli spazi verdi, organizzare eventi e ricevere in contropartita l`uso di spazi e immobili per l`associazione: anche terreni dove poter coltivare orti sociali.

Si può vivere di questo.

In un mondo che vede ancora gli strascichi pesanti di una crisi di sistema che impoverisce i molti per arricchire i pochi, in cui l`unico valore è il danaro anche solo virtuale ma che produce danni reali, in un mondo in cui le disuguaglianze aprono baratri incolmabili, in un mercato globale in cui il Lavoro viene mercificato e svilito invece di vederlo come diritto alla emancipazione e alla dignità dell`individuo, questo messaggio risulta quasi provocatorio e rivoluzionario.

Ce la faremo a capovolgere il sistema? Riusciremo a mettere al centro l`essere umano anzichè il profitto? Sarà dura… intanto ci proviamo.

Cecilia Tumino

 


Gentile Signora, l’argomento che ci propone è nuovo ed interessante. Impostare la propria vita quotidiana sulla solidarietà è un impegno non facile ma possibile. Il nostro giornale offrirà tutto lo spazio necessario per portare avanti questa ed altre idee simili.

Il Direttore

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