Lettere al Direttore

Postato in data 7 aprile 2017 Da In Lettere al Direttore Con 983 Visualizzazioni

Perché non pure a Ragusa?

Gentile Direttore,

Lopinione (senza apostrofo) si occupa di fatti e notizie concernenti il nostro territorio, tuttavia ci sono notizie che, pur se afferenti ad altre città, vale la pena condividere e commentare.

Il 6 aprile a Palermo è stata inaugurata la Casa Mediterranea delle Donne; il progetto (il cui nome è di per sé esplicativo ) è stato fortemente voluto dal Coordinamento Antiviolenza 21 luglio cui fanno riferimento sia le associazioni della città fra cui Emily, Udi, Le Onde Onlus, Mezzocielo, che da sempre sono impegnate nella tutela e nella difesa delle donne, ma anche altre entità fra le quali la Fisac Cgil Sicilia, organizzazione di cui faccio parte con delega da circa dieci anni alle politiche di genere: circostanza, questa, che mi rende particolarmente fiera perché la realizzazione di questo obiettivo rappresenta da un lato la conclusione di un progetto, ma nello stesso tempo l`inizio di una nuova sfida.

Ecco un abstrac tratto dalla presentazione alla stampa:

La  Casa è stata pensata e vuole essere un luogo di incontro, sede di attività culturali, artistiche, ricreative e di pratica politica fondata sulle relazioni, sul partire da sé, che mette al centro la soggettività femminile, la valorizzazione delle differenze e la cultura della non violenza.

La Casa è anche sede dell’archivio storico e della Biblioteca delle Donne dell’Udi Palermo ,e costituirà un punto di ascolto qualificato per le donne vittime di violenza.

Il Comune di Palermo ha messo a disposizione l`immobile per la sede che è sita in Via Lincoln 121.

Tornare a Palermo dove ho svolto le mie attività e la mia vita per oltre 25 anni, per una occasione così speciale è stato come un ritorno a casa, emozionante, coinvolgente, colorato, foriero di promesse e nuovi progetti, e caloroso per l`abbraccio delle amiche.

casa palermo

Non ho potuto non pensare alla mia città di origine e chiedermi: `Perché non pure a Ragusa?`.

In fondo siamo l`altra sponda dello stesso mare, siamo l`approdo della disperazione e insieme della speranza, siamo la porta dell`accoglienza, siamo il vicino difronte di quel  jardinu ammenzu di lu mari tuttu ntrizzatu  ri aranci e sciuri.

Perché non pure a Ragusa?` una realtà caratterizzata dalla presenza di tante associazioni che si occupano di donne, dalla presenza di una Consulta femminile che potrebbe fare da lievito per iniziative condivise di accoglienza, riconoscimento del disagio, aiuto, supporto psicologico e legale: una realtà nel cui territorio allargato si consumano fatti ignobili e sottaciuti di sfruttamento femminile nel lavoro dei campi.

Una realtà le cui spiagge si affacciano sul mare `nostrum` inteso non come appartenenza esclusiva ma come co-appartenenza, il mare crocevia di grandi culture del passato madri di questo presente, il mare culla delle civiltà e non cimitero di uomini, donne e bambini senza nome.

Perché non pure a Ragusa? Una Casa Mediterranea delle Donne che sia rifugio di tutte le donne di qualsiasi provenienza, religione, etnia e che possa diventare il crogiolo di una Rinascita nel segno della contaminazione virtuosa di saperi, di tradizioni, di storie di vita, di reciproco aiuto, di diritti, di dignità e di futuro.

Le chiedo, Egregio Direttore, di fare del suo giornale il portavoce di questo appello, il messaggero di questa proposta che ha bisogno dell`attenzione e dell`energia di istituzioni, enti, di donne e uomini di buona volontà, ma soprattutto di grande passione.

Cecilia Tumino

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