Postato in data 3 dicembre 2022 Da In Politica

LA PRATICA DELLO SCIACALLAGGIO NEL DIBATTITO POLITICO MEDIATICO ITALIANO

Dopo la tragedia di Ischia, con il paese di Casamicciola Terme travolto da una frana di grande estensione che ha provocato distruzione e morte in un territorio fragile che fa i conti con un abusivismo scellerato e dilagante, imperversa la polemica sul cosiddetto condono del settembre 2018 varato per l’isola di Ischia dal governo giallo verde dell’allora premier Conte registrandosi in queste ore uno sciacallaggio politico e mediatico con pochi precedenti.

Dalla immane colata di fango e detriti partiti dal monte Epomeo che si è abbattuta su Casamicciola si è passati allo scontro politico, ai soliti sciacalli pronti ad attivare la macchina del fango nei confronti dell’ex premier Conte. Al cinismo dell’Innominabile toscano con i suoi attacchi scomposti fa eco la perfidia del “pariolino” di Azione che travisando volutamente l’articolo 25 del decreto Genova del 2018 muove anche lui accuse pesantissime all’attuale presidente del Movimento 5 Stelle, reo di avere favorito l’abusivismo edilizio nell’intera isola di Ischia e colpevole della recente tragedia. Una accusa infamante e del tutto infondata amplificata dalla maggior parte dei media che condanna senza se e senza ma il cosiddetto avvocato del popolo.

L’articolo 25 del decreto Genova del 2018 ha solo introdotto una corsia preferenziale per l’esame delle domande di sanatoria delle case danneggiate o distrutte dal sisma del 2017 sulla base dei parametri dei condoni di Craxi Nicolazzi del 1985 e del 1994 e del 2003 dei governi Berlusconi conformi alle normative del vincolo idrogeologico e paesaggistico, un particolare di sicuro non trascurabile perchè se la prima e la seconda sanatoria impedivano di condonare solo gli immobili realizzati ex novo in zone a vincolo di inedificabilità assoluta la norma del 2003 bloccava il condono anche per le case abusive edificate in zone soggette a vincolo di inedificabilità relativa e con vincoli più stringenti relativamente alle volumetrie condonabili.

Questa non è politica ma sciacallaggio infatti nessun condono era stato fatto ma era solo una procedura di semplificazione cercando di sbloccare una situazione grave perdurante anche da trent’anni e lo Stato era tenuto a velocizzare le risposte in un tempo massimo di sei mesi nel rispetto sempre dei vincoli esistenti. Il vero probblema italiano è di avere un territorio fragile che con i disboscamenti, gli incendi in vaste aree boschive del Paese, il dissesto idrogeologico legato alla mano dell’uomo, i cambiamenti climatici, e la gestione clientelare a livello locale oltre a leggi di sanatoria hanno fatto si che aumentassero i rischi idrogeologici in tutto il territorio nazionale.

Così ecco le frane, gli smottamenti, la distruzione di abitazioni con perdite di vite umane e con un impegno finanziario non indifferente. Fino a quando la politica non prenderà coscienza delle emergenze che affliggono interi territori e si limiterà ai soliti discorsi di circostanza magari utilizzando una nuova calamità per continuare a fare sciacallaggio e a mettere in opera la macchina del fango mediatico sarà vero che per l’umana gente italica non ci sarà più speranza.

Dott, Paolo Caruso

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