Postato in data 15 settembre 2022 Da In Politica

LA POLITICA DEI “PUPI” di Paolo Caruso

Mancano ormai 10 giorni all’election day; domenica 25 settembre finalmente il popolo è chiamato alle urne per rinnovare il parlamento nazionale, e in Sicilia il parlamento più antico d’Europa. Ora che sta per calare il silenzio su questa anomala campagna elettorale i siciliani in primis dovrebbero valutare in piena coscienza l’operato dei partiti trasferendo il proprio giudizio critico nella scelta elettorale. Certamente non si può nascondere la mancanza da tempo immemorabile di una politica incisiva atta a colmare lo stato di abbandono in cui versa questa terra meravigliosa dalle molteplici sfaccettature.

I siciliani stessi non possono disconoscere la marginalità dell’isola nel contesto nazionale, le gravi carenze strutturali che la soffocano, le difficoltà dei collegamenti legate ad una viabilità vetusta sia su strada che su ferrovia, la estrema precarietà dei servizi in genere che si acuisce principalmente nel sistema sanitario pubblico ospedaliero e nel mondo della scuola, inoltre la sempre più grave crisi economica che attanaglia le imprese e morde il salario della maggior parte delle famiglie siciliane, e “dulcis in fundo” l’amara realtà legata alla cronica mancanza di lavoro che induce una moltitudine di giovani a lasciare la propria terra alla ricerca di un avvenire lavorativo sicuro.

Questa crescente emigrazione di giovani meridionali, spesso delle migliori intellighenzie, costituisce una ferita profonda e insanabile nel tessuto sociale dei territori di provenienza, una colpa indelebile dei tanti politici che si sono succeduti negli anni e di cui gli elettori dovrebbero tener conto, un vero peccato mortale, cristianamente parlando, per questi miserabili ominicchi, pseudo rappresentanti del popolo, che hanno badato esclusivamente alle clientele e ai propri interessi di potere. Per i partiti sta per suonare il gong che segnala la fine della partita e poi tutto o quasi sarà affidato alle mani del popolo che grazie alla legge elettorale truffa risulta sempre meno sovrano di quanto si voglia far credere. Si troveranno così per le elezioni nazionali candidati catapultati in collegi sicuri ma privi di radicamento territoriale, nomi altisonanti, veri e propri specchietti per le allodole, ma anche perfetti sconosciuti alle popolazioni locali o peggio ancora personaggi solo noti alle cronache giudiziarie.

L’agone fuori dal “palazzo” con il tempo si è notevolmente affievolito; le piazze terminali da sempre dell’impegno politico semivuote con il solito gruppo ristretto di “tifosi da stadio”, sono prive di qualsiasi sentimento ideologico e di una certa parvenza di credibilità. A questi e ai soliti contendenti della politica nostrana poi si associano come da tradizione i commenti delle tifoserie giornalistiche nazionali sempre più servili al potere e lontani anni luce dalla corretta informazione. I programmi immessi frettolosamente nelle ultime settimane sul mercato elettorale, dopo che i leader hanno valutato per bene i posizionamenti degli aspiranti candidati all’interno delle correnti, delle segreterie dei partiti e la consequenziale scelta dei collegi sicuri, la dicono lunga sul loro effettivo valore e sull’interesse riposto, che mostrano tra l’altro tutti i segni della ripetitività, costellati da vane promesse e da progetti difficilmente realizzabili.

Nel Bel Paese rinasce così lo spirito propagandistico dei partiti che in stato soporoso da tempo cercano di rinsaldare rapporti con la società civile. Un palcoscenico della politica pieno di fate, di nani e di maghi che di sicuro non portano lontano, e che ci raccontano la favola del paese di Bengodi. Un copione che ormai non inganna nessuno e che produce nei cittadini il disgusto per i partiti e un ulteriore scollamento dalla politica. Infatti lo diciamo da decenni che la classe politica italiana è particolarmente scadente, senza alcuna seria progettualità, capace di tutto pur di garantirsi l’immortalità della “poltrona”.

Non c’è da stare allegri ne fiduciosi per un futuro migliore in quanto i pupari che comandano dietro le quinte hanno già messo le cose a posto così da continuare a muovere i pupi come sempre hanno fatto. D’altro canto solo così si spiega la lunga militanza parlamentare di certi personaggi, che garantiscono la stabilità e il potere. I pupi sono già pronti per un altro giro di giostra, pronti a non far nulla come da copione.

Dott. Paolo Caruso

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