Postato in data 29 maggio 2020 Da In Politica

LA CNA DI CHIARAMONTE GULFI CONTROREPLICA ALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE SUL BANDO PER LE IMPRESE

“I nostri suggerimenti frutto di un’attenta analisi del fabbisogno reale”

 

 

 

La Cna di Chiaramonte Gulfi torna ad occuparsi della questione riguardante il bando emanato dall’amministrazione comunale con l’intento di sostenere le piccole e medie imprese piegate dalla crisi devastante determinata dall’emergenza sanitaria.

E lo fa sotto un duplice profilo, di merito e di metodo. Come già sostenuto in precedenza, le riflessioni fatte dall’associazione di categoria sui provvedimenti messi a punto dal Comune evidenziano che misure del genere assumono una valenza positiva in contesti economici differenti da quello attuale nel quale i ricavi, per mesi interi, si sono pressoché azzerati e gli oneri della tassazione continuano a persistere, seppur dilazionati nel tempo.

Le indicazioni e i suggerimenti espressi dalla Cna costituiscono il frutto di una attenta analisi del fabbisogno reale ed immediato delle imprese, le quali stentano a ripartire pur in presenza di un credito che costituisce pur sempre un indebitamento rispetto al quale dover far fronte in futuro (il riferimento è ai contenuti del bando del Comune).

È di tutta evidenza il fatto che, a seguito delle nuove condizioni nelle quali le imprese saranno costrette a operare, per le stesse non sarà scontata la sostenibilità economica di questo nuovo indebitamento. Ecco perché, pur apprezzando lo sforzo fin qui fatto dall’Amministrazione nel posticipare la scadenza dei tributi e nello stimolare gli investimenti (che in questo frangente potranno difficilmente essere realizzati), la Cna continua a ritenere che tutto ciò non risulti essere sufficiente e adeguato rispetto all’attuale fabbisogno immediato delle imprese.

Sotto il profilo metodologico poi spiace dover precisare un concetto che dovrebbe essere ovvio: quando avanza le sue proposte, e ciò avviene quotidianamente e in tante occasioni a tutti i livelli, la Cna non è mai spinta dalla volontà di dettare l’agenda politica delle Amministrazioni. L’associazione, invece, ritiene di assolvere al proprio ruolo naturale di rappresentanza ampiamente riconosciutole a livello nazionale, regionale e territoriale da tutti gli interlocutori, compresi quelli politici.

Quindi le sollecitazioni della Cna vanno lette non come azioni di “disturbo politico”, ma come un qualificato contributo che proviene dalle piccole e medie imprese del territorio. Fermo restando che la decisione finale sulle azioni politico-amministrative spetta all’Amministrazione che se ne assume per intero la responsabilità.

di Redazione

 

 

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