Postato in data 16 maggio 2022 Da In Società

IN MEMORIA DI DON SALVATORE TUMINO LA CIVICA BENEMERENZA

Il 27 maggio 2022 alle 18,30 si terrà a Ragusa, presso il Teatro “Marcello Perracchio” un convegno organizzato dal Comune di Ragusa su don Salvatore Tumino, indimenticato sacerdote della Diocesi di Ragusa ed instancabile annunciatore e testimone del Vangelo

Il XX anniversario della nascita al cielo di don Salvatore, morto prematuramente il 29 maggio del 2002, all’età di soli 42 anni, sarà infatti l’occasione, non solo per ricordare la sua figura e la sua missione, ma anche per il conferimento da parte del Sindaco della città della Civica Benemerenza, onorificenza concessa, postuma, a don Salvatore in quanto – così si legge nella delibera Giunta – “cittadino esemplare, testimonianza di persona interamente dedicata agli altri, che si è distinta per impegno morale, civile, religioso, culturale che ha lasciato in chi ha avuto la grazia e la fortuna di conoscerlo un segno indelebile di sacerdote santo, di amico fraterno, di padre ricco di carità, di attenzioni e di misericordia e in chi non lo ha conosciuto il dono e la ricchezza delle sua testimonianza di vita e di opere, un uomo che trasmetteva pace, gioia, accoglienza, perdono, speranza”.

Don Salvatore sarà il primo cittadino di Ragusa ad essere insignito di questa onorificenza.

Il convegno sarà presentato dalla giornalista Stefania Garrone e vedrà partecipi, oltre al Sindaco di Ragusa, Avv. Giuseppe Cassì, e all’Assessore allo Sviluppo di Comunità, Giovanni Iacono (che ha proposto l’iniziativa), anche alcuni amici e testimoni ‘privilegiati’ che hanno conosciuto don Salvatore e che ne potranno condividere il loro ricordo.

Il ministero sacerdotale di don Salvatore è stato tanto breve (appena 15 anni), quanto ricco di frutti spirituali che anche adesso permangono. Egli, infatti, è stato animato dalla passione e dall’urgenza per l’evangelizzazione e da un amore autentico verso il prossimo, il tutto radicato in una profonda unione con Dio. Portare ad ogni uomo, in ogni circostanza, in ogni parte del mondo l’annuncio della salvezza di Cristo Gesù: questa è stata la sua vocazione.

Nel febbraio del 1989, ha iniziato a Ragusa il Sistema delle Cellule di Evangelizzazione Parrocchiali, che aveva conosciuto a Milano nella parrocchia di S. Eustorgio e che si è impegnato a diffondere in tutta la Sicilia e in diverse parti del mondo. Consapevole, infatti, del profondo bisogno dell’umanità di un rinnovato incontro con Gesù, ha diffuso questo semplice ed efficace metodo di evangelizzazione guidando missioni in numerose diocesi d’Italia e poi in Belgio, Bielorussia, Colombia, Cuba, Francia, Germania, Kenia, Malta, Polonia, Slovacchia, Spagna.

Nel 1993 ha fondato la Comunità “Eccomi, manda me!”, avente come pilastri l’Adorazione Eucaristica e l’evangelizzazione, il cui statuto è stato riconosciuto il 21 novembre 2000 da parte dell’allora Vescovo di Ragusa, Mons. Angelo Rizzo.

Don Salvatore è stato un uomo di preghiera. Egli ha capito che fondamento di tutta la vita cristiana è l’intimità con Cristo, dalla quale scaturisce, come logica conseguenza, il desiderio e l’urgenza di evangelizzare.

La preghiera incessante era il respiro della sua anima e il ritmo della sua giornata; lo si vedeva spesso in cappella, davanti al tabernacolo, all’inizio e alla fine delle decine di incontri con le persone che lo andavano quotidianamente a trovare per chiedere sostegno e conforto spirituale; prima di ogni decisione e scelta, tutto veniva posto, attraverso la preghiera, nelle mani del Signore. Trascorreva lunghe notti davanti a Gesù Eucaristia, su quelle ginocchia che diventavano leve sicure per sollevare le sorti del mondo.

Descrivendo il Sistema delle Cellule di Evangelizzazione, lo stesso don Salvatore annotava chiaramente come prima di iniziare tale metodo, aveva dato inizio all’Adorazione Eucaristica continuata. Se ancora oggi a Ragusa c’è una piccola chiesa nella quale è possibile adorare Gesù, giorno e notte, incessantemente, tutti i giorni dell’anno, il merito è senza dubbio suo. Soleva dire infatti che “l’Adorazione Eucaristica è uno dei pilastri su cui si fonda questo sistema di evangelizzazione, senza di questo l’annuncio è sterile”.

Don Salvatore Tumino è stato anche fervido autori di libri, la maggior parte dei quali scritti nel corso della sua malattia, e fondatore della casa editrice Sion che, ancor oggi, pubblica testi che hanno come fine l’annuncio del Vangelo in maniera semplice, ma efficace.

Il 27 maggio 2002, appena due giorni prima che il Signore lo chiamasse a Sé, ci lasciava il suo testamento spirituale che concludeva con questa esortazione che, non solo ci riporta alla sua missione, ma che segna la missione di ciascuno di noi:

«Ora abbiamo queste cose da fare:

pregare molto, anzi sempre;

servire tutti con amore e umiltà;

annunciare ad ogni uomo, sempre, dovunque, Gesù l’unico salvatore del mondo».

DI REDAZIONE

 

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