Postato in data 16 ottobre 2020 Da In Fatti

RAGUSA- COMINCIA L’ESPLORAZIONE DI “BITUME” LA FABBRICA DELL’ARTE APRE AL PUBBLICO

Oggi, venerdì 16 ottobre, all’interno della fabbrica Antonino Ancione, a Ragusa, è stato inaugurato Bitume, industrial platform of arts, progetto site-specific nato nel solco di FestiWall con il sostegno del Comune e dell’Ars – Assemblea Regionale Siciliana. Il pubblico potrà adesso visitare, su prenotazione e con ingressi contingentati, lo spazio industriale dismesso dal 2013 e le oltre 30 opere realizzate dagli artisti coinvolti, tra gli esponenti più rappresentativi del muralismo contemporaneo.

Sul sito di Bitume e su quello dell’Ecomuseo Carat

https://www.bitumeplatform.it/

https://www.ecomuseocarat.it/

è possibile effettuare la registrazione per il tour.

I giorni previsti sono venerdì, sabato e domenica, con turni alle ore: 09:00 – 10:30 – 12:00- 15:00. La durata del percorso è di circa 80 minuti. Ai visitatori è consigliato un abbigliamento comodo e scarpe da trekking. La visita è consigliata ad un pubblico di età superiore ai 12 anni. 

In allegato il press kit: comunicato stampa, biografia degli artisti, una breve storia della fabbrica Ancione, alcune foto in bassa risoluzione. Per le immagini con una risoluzione più alta si rimanda al link:

https://we.tl/t-pmbH0utaWJ

photo by Marcello Bocchieri

Oltre che sul sito web, ulteriori informazioni sul progetto e le opere realizzate sono disponibili sulla pagina FB:

https://www.facebook.com/RagusaFestiWall/

LA STORIA IN BREVE

L’archeologia industriale riapre le porte del tempo: a Ragusa inizia la seconda fase di Bitume, industrial platforms of arts. A partire da oggi, negli spazi dell’azienda Antonino Ancione, tra i capannoni, le macchine e i container che per decenni hanno visto pulsare uno dei più importanti motori produttivi della Sicilia, sarà possibile osservare le oltre trenta opere realizzate dagli artisti coinvolti nel progetto site-specific nato nel solco di FestiWall, il Festival internazionale di arte pubblica giunto l’anno scorso alla quinta e ultima edizione. Attraverso lo sguardo e il segno di alcuni fra gli esponenti più rappresentativi del muralismo contemporaneo, il pubblico potrà rileggere le tracce profonde lasciate dalla moltitudine di lavoratori che hanno estratto e trasformato la roccia asfaltica di Contrada Tabuna, il bitume con cui sono state costruite le strade dell’Isola e di tante capitali europee. L’esplorazione degli artisti, che all’interno del sito hanno liberamente dialogato con le architetture, gli ingranaggi e i residui industriali, diventa adesso viaggio collettivo, ricerca di un tassello del Novecento fra stili e linguaggi diversi, tra materia e memoria, pieno e vuoto, evidente e nascosto. Così, la fucina dei minatori ragusani, la fabbrica silente, chiusa dal 2013, custode di mille racconti e fatiche, dopo aver accolto il gesto creativo si apre alla riflessione dei visitatori, riaccendendo il motore della storia, allargando e al tempo stesso focalizzando l’orizzonte e l’obiettivo del progetto: Bitume è soprattutto un’esperienza.

 

Gli ingressi, gestiti dall’EcoMuseo Carat su un percorso a senso unico, saranno contingentati e organizzati su prenotazione, dal venerdì alla domenica in quattro fasce orarie prestabilite nel rispetto delle vigenti norme di distanziamento dettate dall’emergenza epidemiologica.

 

All’interno del perimetro industriale hanno lavorato Ampparito, Luca Barcellona, Bosoletti, Ciredz, Demetrio Di Grado, Franco Fasoli, Alex Fakso, Gomez, Greg Jager, Alexey Luka, Ligama, Case Ma’Claim, Martina Merlini, M-City, Moneyless, Ban Pesk, Rabit, Giovanni Robustelli, SatOne, Guido van Helten, Sebas Velasco, Simek, SNK-LAB, Sten & Lex, Dimitris Taxis, Tellas, 2501.

 

Il progetto gode del sostegno dell’Ars – Assemblea Regionale Siciliana, del Comune di Ragusa, della Fondazione Federico II di Palermo, della Facoltà di Geologia dell’Università di Catania, della Fondazione Cesare Zipelli, della Banca Agricola Popolare di Ragusa, della collaborazione dell’EcoMuseo Carat.

di Redazione

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