MARIO D ASTA

Postato in data 1 marzo 2017 Da In Politica

MARIO D’ASTA: UN GESTO SIMBOLICO DI SOLIDARIETÀ

Non si può non dare spazio con ammirazione e  un certo compiacimento al gesto encomiabile del consigliere comunale del PD  Mario D’Asta che qualche giorno fa ha annunciato ai Media  la sua decisione di rinunciare, dal 1 febbraio e fino al termine del suo mandato, al 50% del suo gettone di presenza allo scopo di accantonare una somma che sarà destinata a finanziare e a sostenere progetti di solidarietà nei riguardi dei cittadini più bisognosi della città.

“Nel corso del mio ruolo di rappresentante politico – ha dichiarato D’Asta – ho avuto la possibilità di entrare in contatto con molti cittadini e di raccogliere i loro sfoghi,   osservando da vicino la condizione di povertà e di disagio che dilaga in una consistente fascia della popolazione e rendendomi conto con amarezza che questo fenomeno tende ad aumentare ogni giorno di più.

Così ho deciso di lanciare un segnare meramente simbolico per dare una dimostrazione concreta della mia volontà di fornire un piccolo contributo al fine di far sentire chi ha bisogno non abbandonato a se stesso, che c’è qualcuno che si è accorto della sua condizione e vuole aiutarlo, lanciando un messaggio forte anche  al mondo politico tutto troppo spesso chiuso nelle beghe di palazzo e lontano dai veri problemi della cittadinanza.

Purtroppo la classe politica  – continua D’Asta convinto –  viene considerata dai cittadini una casta che gode di piccoli e grandi privilegi e non fa nulla di concreto per dimostrare agli elettori quella sensibilità e quella solidarietà umana che dovrebbe essere la vera qualità di chi fa politica nel senso più nobile della parola.

Non lascerò ovviamente questo 50% del mio gettone di presenza nella casse dell’amministrazione perché non condivido l’utilizzo dei soldi pubblici sperperati per i consistenti  stipendi dei dirigenti e parcelle salatissime a esperti e consulenti, ma metterò da parte le cifre risparmiate per sostenere i bisogni delle persone che faticano a sopravvivere e sentono la necessità che qualcuno tenda loro una mano con spirito solidale e di condivisione del malessere sociale.

Non è un gesto populistico né lo faccio come capogruppo del PD, il mio  è un gesto personale, una mia iniziativa che non ha nulla a che vedere con la ricerca populistica di consensi a buon mercato, ma è un’esigenza che nasce della mia coscienza, della mia concezione di politica che esula da qualsiasi atto egoistico e opportunistico”.

Si tratta certamente di un segnale forte, di una cambio di rotta nel rapporto fra la gente e i suoi rappresentanti, di un’azione simbolica ma significativa che non può ovviamente risolvere i grossi problemi che vive una buona parte dei nostri concittadini, ma sta a dimostrare che i politici, se vogliono e riescono a uscire dal proprio eremo ideologico e astratto, possono dimostrare in modo pragmatico che hanno veramente a cuore il benessere della gente.

L’ideale sarebbe che questo gesto  portasse a cascata molti altri a fare lo stesso, e non solo a livello locale, ma soprattutto a livello regionale e nazionale, rinunciando a qualcosa e avvicinandosi alla base elettorale che soffre e fatica ad andare avanti, covando rancore, rivendicazioni e una crescente ostilità nei confronti di una casta che vive solo per conservare potere, poltrone e privilegi.

Angela Disalvo

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