pianoforte

Postato in data 24 aprile 2016 Da In Musica, News

MUSICA D’ARTE… QUESTA SCONOSCIUTA

Come in altre città italiane anche a Ragusa generalmente si preferisce seguire e finanziare la musica di consumo, più commerciale, popolare , di moda e che coinvolge le masse.

La responsabilità di ciò è delle istituzioni italiane e della mancanza di una riforma nella scuola che possa dare all’educazione musicale la stessa importanza delle altre materie. Infatti spesso anche quelle poche ore che la scuola dell’obbligo dedica alla musica non forniscono un’adeguata preparazione, come lo stesso Maestro Ennio Morricone ha affermato recentemente, infatti purtroppo i giovani si stanno sempre di più allontanando dalla musica d’arte, anzi molte volte non la conoscono neppure, per esempio non sanno neanche chi è Puccini o chi ha composto Le Quattro Stagioni.

Anche la televisione nazionale trasmette pochissime volte concerti e programmi di formazione musicale, così, lentamente, le persone si stanno sempre più disaffezionando alla musica d’arte tanto da assistere ad episodi imbarazzanti come quelli successi proprio a Ragusa che hanno visto il pubblico alzarsi e chiacchierare durante il celebre “Va Pensiero” di Verdi eseguito magistralmente da un grande coro e orchestra sinfonica durante uno spettacolo, oppure si è visto anche qualcuno “ascoltare” concerti di musica classica tenuti da grandi artisti leggendo un quotidiano o parlando al cellulare.

Come succede in tanti paesi evoluti, sarebbe bello se le amministrazioni pubbliche promuovessero non solo la musica di consumo ma anche quella colta, organizzando concerti con un ticket molto simbolico e comunque gratuito per i giovani. Del resto, come si può essere invogliati a pagare un biglietto costoso per qualcosa che non si conosce o considerata difficile? È normale che così facendo, i giovani sono sempre più lontani e non vengono volentieri a sentire un concerto di musica classica.

Bisognerebbe quindi coinvolgere le scuole a partire proprio da quelle elementari organizzando concerti con guide all’ascolto e con programmi adeguati.

Occorrerebbe coinvolgere le nuove generazioni per fare conoscere loro la musica colta , recuperando il patrimonio musicale che è stato in passato dell’Italia. Per esempio, l’Opera italiana, che è oggi perlopiù sconosciuta ai nostri giovani, è molto popolare all’estero tanto che diversi ragazzi in vari paesi studiano la lingua italiana proprio per potere comprenderla, mentre i nostri giovani non sanno chi è Verdi o Bellini! Addirittura in Germania o in Austria molte famiglie hanno a casa uno strumento musicale che riescono a suonare e sanno anche leggere un pentagramma. In questi Paesi fare il musicista è un mestiere come un altro, mentre da noi è considerato solo un “passatempo” .

Spero che chi ci governa anche a livello locale possa riflettere su ciò e investire su eventi che non siano solo le manifestazioni di piazza ma anche iniziative che promuovano la musica d’arte perché con la cultura musicale si formano le menti dei ragazzi. Anzi è stato pure dimostrato che imparare a suonare uno strumento tra i sei e gli otto anni di età migliora le connessioni cerebrali e contribuisce a un miglior sviluppo del cervello.

Del resto come diceva il grande filosofo Nietzsche : “Senza musica, la vita sarebbe un errore

Laura Diana Nocchiero

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