Il Gip dottor Giovanni Giampiccolo ha emesso dunque un’ordinanza che dispone gli arresti domiciliari del Cintolo e il sequestro preventivo di beni per circa 600 mila euro.
Nell’ordinanza si legge in modo dettagliato l’elenco delle spese illegittime che sarebbero state effettuate con l’impiego di somme erogate al Coni dal 2007 al 2009: gasolio per il proprio appartamento, acquisto di una barca, di due auto, di un appartamento a Siracusa intestato alla figlia, oltre all’appropriazione indebita di somme prelevate mediante assegni bancari o bancomat.
Inoltre pare che l’ex presidente del Coni avesse avviato, dopo la sua sospensione, anche una serie di azioni mirate a pilotare la gara per l’assegnazione del Palazzetto dello sport, dove ha sede appunto la scuola, attraverso una serie di contatti con altre persone.
L’inchiesta, che si è protratta per quasi un anno, è partita dopo una verifica contabile fatta dall’Istituto di vigilanza del Comitato Olimpico Nazionale e dall’esposto alla procura della repubblica di Ragusa dal suo presidente Marco Befera con lo scopo di verificare eventuali ipotesi di condotte appropriative e distrattive riguardante i finanziamenti della scuola Regionale dello Sport che ha sede proprio a Ragusa in via Magna Grecia Contrada Selvaggio.
Ai vertici del Coni di Ragusa si contesterebbe l’apertura di un conto corrente attraverso cui passavano i finanziamenti della regione Sicilia a favore della Scuola.
Pertanto la Guardia di Finanza aveva avviato delle indagini anche con l’uso delle intercettazioni telefoniche, accertando eventi e condotte di rilevanza penale.
Inoltre pare che la gestione della struttura fosse di natura “clientelistica”, in quanto nella stessa avevano luogo eventi e manifestazioni senza che i proventi derivati da queste concessioni venissero versati sul conto corrente ufficiale, ma intascati direttamente dai soggetti coinvolti e, nel caso in cui venissero concesse in comodato d’uso gratuito, non c’era l’addebito di luce, acqua e gas che rimanevano a carico del Coni.
A suo tempo, a seguito di questa verifica contabile amministrativa, Rosario Cintolo aveva avuto la revoca dell’incarico come delegato provinciale per la città di Ragusa per poi venire formalmente arrestato, per le ragioni già esplicitate, con la recente ordinanza del Gip.
La vicenda ha avuto molto risalto sui media nazionali, regionali e locali, gettando parecchia costernazione nella realtà ragusana dove Cintolo ha sempre tenuto un ruolo di spicco nel panorama sportivo e, in passato, anche politico, essendo considerato un professionista competente, stimato e apprezzato.
Sarà ora la Magistratura a istituire il relativo processo e consentire agli indagati di presentare le proprie ragioni difensive. Cintolo ha infatti dichiarato che non era competenza sua la gestione contabile e che è disponibile a collaborare con l’azione dei magistrati per fare chiarezza sul caso.
A seguito di questa faccenda, si è temuto per il destino della Scuola dello Sport la quale rappresenta certamente una magnifica struttura di grande valore e prestigio per la nostra città, ma Lionello Nuccio, segretario generale del Coni Sicilia, ha dichiarato che la scuola resterà a Ragusa e che il Coni non ha alcuna intenzione di smantellarla o di trasferirla in altre città.
Nuccio ha rilasciato dichiarazioni precise, annunciando peraltro che il Coni si costituirà parte civile nel processo, ed è significativo il fatto che abbia voluto partecipare personalmente alla conferenza stampa della Guardia di Finanza nel corso della quale sono stati illustrati i dettagli dell’indagine e le motivazioni dell’arresto di Sasà Cintolo.
La struttura resta quindi nella piena disponibilità del Coni regionale che già, dopo la bufera scatenatasi dieci mesi fa con la «destituzione» di Cintolo, ha affidato la gestione ad un collaboratore.
In attesa degli sviluppi della vicenda, la città potrà ancora beneficiare dei servizi e delle attività sportive che la scuola renderà fruibili, anche se resta viva l’amarezza per queste accuse e per il modo disinvolto con cui sono stati gestiti denari pubblici.
Si sono diffusi nella città di Ragusa sentimenti di malessere tali che hanno generato un atteggiamento discreto e uno sbigottito silenzio nel mondo politico e cittadino dove non si registrano commenti o dichiarazioni pubbliche da parte di personaggi politici, anche in passato molto vicini al Cintolo, in merito alla questione che, senza dubbio, appare nell’immaginario collettivo come “un vulnus” deludente e non coerente a quell’ideale di sport inteso come attività pulita, sana e salutare per eccellenza che dovrebbe restare immune da contaminazioni di tale natura.
Angela Di Salvo

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