Mentre il mondo è scosso dalle guerre, dalle devastazioni legate ai cambiamenti climatici, l’ ottusità umana accecata dall’ egoismo e dagli interessi continua la sua opera devastante. Intanto le Nazioni si affrettano al voto popolare, ma in molte di esse il sistema elettorale lascia spazio a dubbi e perplessità. Le Democrazie oggi appaiono malate e spostate più verso sistemi autocratici o verso la democratura. Prossimamente anche l’Italia andrà alle urne, ma già quando mancano ancora alcuni mesi dal voto è in fibrillazione preelettorale. In Brasile, vince il ballottaggio Lula contro Bolsonaro Jr. La foresta amazzonica è salva, può tornare a respirare e soprattutto a farci respirare. Il Tycoon statunitense non soddisfatto del risultato parla a sproposito di brogli elettorali. Cambiamenti quasi epocali avvengono in Serbia con la vittoria del partito degli Studenti. Aria nuova in Europa? Preoccupante invece è il clima elettorale che si respira in Israele. Per la settima volta si candida Netanyahu. La sua propaganda basata sul ricatto e sul terrore trova sponda sul pericolo nucleare iraniano. Scenari surreali apocalittici, per impaurire e ricondurre i dubbiosi alla sua causa. Netanyahu ha resuscitato nel mondo l’antisemitismo e, con Trump, si è reso responsabile del genocidio della popolazione palestinese e della guerra all’Iran, con le conseguenze deleterie che stanno sotto gli occhi di tutti. Il mondo occidentale per le difficoltà di approvvigionamento dalle fonti energetiche è in ginocchio. Le sanzioni dell’ Europa alla Russia fanno poi il resto. La competizione elettorale di midterm riuscirà ad azzoppare Trump? Gli americani questa volta non hanno alcuna giustificazione. Nel votare ricorderanno l’odio che il Tycoon ha suscitato nel mondo contro di loro? Elon Musk mette mano al portafoglio e favorisce il candidato repubblicano del Texas, noto per le sue malefatte. Per la sua propaganda elettorale ha sborsato 150 miliardi di dollari. Nel piccolo di Casa nostra anche Salvini recupera la sua visibilità, infatti dal suo partito ha ottenuto la fiducia di Segretario della Lega fino al 2030. Ora le sue idee sono più bellicose e le farà valere al governo. La Lega insiste su una Italia finalmente federale, mentre la Meloni vincendo le prossime elezioni vorrà attuare il suo sogno presidenzialista, da fascista camuffata. Lei resterà “Prémièr sine termino”, altro che ventennio!
È il programma, decantato dal Centro destra. Ma le Opposizioni racchiuse nel cosiddetto “Campo largo”, buone per i bei discorsi, cosa fanno? Si battibeccano per la presidenza. Si rendono conto che, inseguendo ciascuno il suo “particulare”, il sodalizio non funziona e non solo è destinato a fallire, ma addirittura neppure può cominciare? Sembrano dilettanti allo sbaraglio. Ciascuno prende il pallone per giocare da solo. “Divide et impera” è anche il motto della Destra che così avrà sempre buon gioco. Mi sovviene la politica di Niccolò Machiavelli, il quale affermava argutamente che “il principe deve avere della volpe e del leone”. Sapere cioè giocare d’astuzia e non solo di forza, per fermare l’onda nera della dittatura, che è reale e già in atto, anche se camuffata?
Dott. Paolo Caruso

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