Postato in data 19 giugno 2021 Da In Politica

UN SISTEMA PERVERSO DA ABBATTERE PER UNA CONCRETA RINASCITA DELLE NOSTRE CITTA’

Mentre nelle sedi parlamentari e istituzionali regna una calma apparente da parte dei partiti, rimanendo questi relegati a figure marginali o come in uso nel gergo calcistico “a non toccare palla” nelle scelte di governo, di un governo presidiato dai tecnocrati e ad esclusivo indirizzo Draghi, l’arena fuori dal “palazzo” riapre con tanto schiamazzo ai soliti contendenti della politica a cui si associano come da tradizione i commenti delle tifoserie giornalistiche italiane.

Così i partiti e i loro leader incominciano a scaldare “i motori” in vista delle prossime consultazioni amministrative di autunno. Iniziano a consolidarsi le alleanze e sempre più a delinearsi le prime candidature, vere primizie di una estate incipiente, pronte a dare i propri frutti a tempo debito e opportuno. Ogni partito sta per mettere in campo i propri rappresentanti a sindaco nelle varie città, luogo del contendere, spesso sconosciuti ai non addetti ai lavori, o al contrario magari noti alle cronache giudiziarie e ai cittadini. Candidati anche privi di un radicamento territoriale sono già stati investiti della canditatura a sindaco, mentre altri si apprestano a riceverla, in attesa di elaborare successivamente i programmi che come spesso accaduto saranno costellati da vane promesse e da progetti per la città ovvi e necessari ma difficilmente realizzabili.

Un vero mercato dell’usato dove ogni venditore vuol esporre al meglio la propria mercanzia, e dove ogni candidato, come i tanti venditori di caldarroste presenti in autunno nelle nostre città, cercherà di ammaliare dietro una colonna di “fumo” l’attenzione e l’interesse dei cittadini. Così a Roma, a Napoli, a Milano, a Torino, a Bologna, o in Calabria rinasce lo spirito propagandistico e campanilistico dei partiti, che in questo tempo di pandemia è rimasto in stato soporoso e ai margini della vita politica.

L’Italietta che tutti conosciamo con i suoi pregi e i suoi difetti riapre le porte alla politica, e il palcoscenico della politica si arricchisce di nuove comparse che si alternano ad altre, tutte pronte comunque a recitare per lo più lo stesso copione, e ad indossare la solita maschera dell’ipocrisia. Un copione che elenca ancora una volta tutto quello che i cittadini già conoscono a memoria e che spesso i partiti utilizzano come lucciole per le allodole a solo scopo elettorale, rendendolo brillante, ma privo di valore, come frammenti di specchio al sole.

Del resto tutti conosciamo il malessere delle nostre città e i problemi che li assillano, come il degrado delle periferie, il problema dei trasporti urbani, la carenza dei servizi essenziali ( sanità, scuola, servizi agli anziani, ecc), l’annoso problema legato alla raccolta e smaltimento dei rifiuti, il traffico e l’inquinamento delle città, i flussi migratori, il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, l’incremento della disoccupazione e le crescenti sacche di povertà, la sicurezza pubblica, e infine i bilanci in negativo e sempre più in rosso delle casse comunali, e che senza una concreta e razionale progettualità in termine anche di una visione futurista in direzione ecologica, non potranno mai attuarsi e concretizzarsi scelte utili per i prossimi 30 anni.

Bisognerà a tal uopo candidare a sindaco delle nostre città, o eventualmente riconfermare come a Roma e a Torino, persone di alto profilo, magari fuori da schemi strettamente partitici, da apparentamenti innaturali, da alleanze traballanti, e che siano in grado di operare e portare avanti i tanti progetti avviati specie se necessari, e altri ancora da programmare, intraprendendo la strada del cambiamento evitando i rigidi steccati di partito che spesso hanno reso paludoso il governo delle diverse municipalità del Paese.

 

Dott. Paolo Caruso

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