Signora Meloni i salti sul palco di Napoli, inopportuni e poco consoni alla carica istituzionale che rappresenta, non le hanno portato di certo il risultato elettorale desiderato. Dal Veneto alla Campania e alla Puglia è stata una cocente sconfitta, un ridimensionamento poco incoraggiante per Lei, per le sue ambizioni e per i suoi ” fratelli d’ Italia “. Con Lei vengono fuori le solite promesse elettorali difficili da realizzare, la vittima predestinata di chissà quali complotti capace di addebitare ad altri le sue evidenti responsabilità di governo, riproponendo con una buona dose di ipocrisia il vecchio metodo delle sanatorie edilizie come merce di scambio.
Il day After la vede praticamente scomparsa, immersa come un alligatore sotto la palude italica pronta però a riemergere per raggiungere la nuova “preda”. Preda che ora è rappresentata dal Premierato. Lei vuole infatti il premierato, perché aspira al Colle. È contraria a qualsiasi organo di controllo infatti magistrati e giornalisti sono i suoi principali avversari ma anche lo stesso parlamento e l’ Inquilino del Colle risultano poco tollerati.
Queste sue insofferenze che mortificano la democrazia devono responsabilizzarci tutti per evitare il consolidarsi di forme di democratura sovrapponibili al modello ungherese. I suoi comportamenti sguaiati lasciano perplessi buona parte dei cittadini e la sua figura istituzionale per questo ne viene adombrata. Il fatto che salta sul palco per dire ai suoi, perché noi lo sappiamo, che lei non è comunista non è certamente fondamentale per il Paese Italia. Conosciamo infatti la sua estrazione, e mi piacerebbe di lei, perché rappresenta ” l’Italia che va “, come ripete a “mantra”, forse per convincersi lei stessa, più di “aplomb” e di eleganza nelle arringhe. Questa sua condotta inquieta e lascia perplessi i cittadini in un Paese come l’ Italia che si è nutrito di valori di libertà non negoziabili, e con alle spalle un passato di terrore nazi-fascista che non va risuscitato.
Dott. Paolo Caruso

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