Postato in data 10 Ottobre 2026 Da In News

11 OTTOBRE. NEL RICORDO DI MARIA ZARBA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:

“Ricordare una donna uccisa non è un gesto rituale. È un atto di responsabilità civile, perché la memoria acquista valore solo se diventa impegno per fermare la violenza maschile contro le donne.”

 

L’11 ottobre ricorre l’anniversario del femminicidio di Maria Zarba, uccisa nel 2018 dal marito.

Il suo nome continua a interrogarci. Lo fa con ancora maggiore forza oggi, mentre il nostro Paese è scosso da una drammatica e fitta successione di femminicidi concentrati in pochissime settimane. Una strage continua che ha spezzato la vita di donne di età diverse. Ragazze, giovani donne, madri, donne anziane: la violenza maschile contro le donne non conosce età, condizione sociale, livello di istruzione o provenienza. È una tragica e brutale realtà che può colpire chiunque, in qualsiasi momento.

Maria Zarba appartiene ormai alla memoria della nostra comunità. Ricordare la sua storia significa custodire il valore di una vita spezzata, ma anche riconoscere che ogni femminicidio non è una tragedia privata, né un gesto improvviso, ma l’esito più estremo di una cultura patriarcale che continua a legittimare, spesso in modo sottile e invisibile, rapporti di potere e di possesso sulle donne. Una cultura che si alimenta di stereotipi, disuguaglianze e modelli relazionali fondati sul controllo, fino a sfociare nelle conseguenze più tragiche.

Come Associazione Adessobasta, continuiamo a credere che il contrasto alla violenza debba partire dalla prevenzione, dall’educazione e dalla costruzione di una cultura del rispetto e della parità. Per questo scegliamo di ricordare Maria Zarba non soltanto per restituire dignità alla sua storia, ma per ribadire che ogni femminicidio riguarda l’intera comunità e chiama tutte e tutti ad assumersi una responsabilità.

La memoria, da sola, non basta. Deve tradursi in consapevolezza, educazione, politiche efficaci, sostegno alle donne e impegno quotidiano contro ogni forma di discriminazione e violenza.

Nel giorno in cui ricordiamo Maria Zarba, il nostro pensiero va anche alla sua famiglia, chiamata a convivere con un dolore profondo e con l’assenza di una persona amata, alla quale rinnoviamo la nostra vicinanza e il nostro rispetto.

 

Per Maria Zarba, per tutte le donne che non ci sono più e per quelle che ogni giorno cercano la forza di ricominciare, continueremo a esserci.

Perché ogni singolo anniversario che ci troviamo a commemorare sancisce il fallimento di questa società. E la memoria ha valore solo se si trasforma in un cambiamento concreto.

 

ADESSO BASTA- RAGUSA

 

 

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