L’articolo 1 della Costituzione recita, tra l’altro: “[…] la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Una di queste forme è il VOTO: il voto è la forma/principe dell’esercizio della cittadinanza.
Quello del voto è quindi un diritto, anzi un diritto-dovere, conquistato col sangue e con le battaglie di chi ci ha preceduto, che evolve il nostro status da sudditi a cittadini e cittadine.
Non esercitare questo diritto, pertanto, significa non esercitare la nostra parte di sovranità.
E mi chiedo: cosa succede al regno di un Re che non eserciti la sovranità? Il regno è governato dal caos o, peggio, lo spazio della sovranità non agita viene occupato da altri.
Ecco cosa succede quando non andiamo a votare: consentiamo ad altri l’esercizio della nostra sovranità.
Lo vediamo nelle ultime consultazioni elettorali: il partito che vince è quello degli astensionisti. Sovranità e Referendum.
Non lamentiamoci, poi, se le politiche del nostro Governo sono lontane dai bisogni del Paese, non protestiamo se le aspettative dei cittadini vengono deluse, non reclamiamo per le clamorose diseguaglianze: nel momento in cui abbiamo abdicato al nostro diritto di cittadinanza abbiamo perso anche il diritto di protesta.
Questo è un concetto su cui dovremmo riflettere.
Faccio un esempio: consentiremmo a sconosciuti di decidere per noi il colore delle pareti o degli infissi della nostra casa? Certo che no!
Bene: nel momento in cui noi non `scegliamo` attraverso l’esercizio del voto, altri sceglieranno per noi.
Faccio un esempio: ci mettiamo in fila per riscuotere la nostra pensione, ci mettiamo in fila per pagare multe e tasse, perché non metterci in fila per votare?
È una questione di percezione: nei primi due casi si tratta di un diritto e un dovere materialmente tangibili che hanno a che fare con incasso o esborso di danaro, mentre nell’ultimo si tratta di qualcosa di non tangibile, ma non meno importante, si tratta di quel patrimonio immateriale che ci rende Sovrani e Sovrane.
Riflettiamoci! E quando si tratta di scegliere su qualcosa che ci riguarda direttamente non consentiamo a nessuno di scipparci del diritto di esprimere la nostra preferenza, rendiamo viva ed esigibile la Democrazia attivando quelle `forme` costituzionali che fanno di noi artefici consapevoli e maturi del nostro futuro.
Non cediamo ai diktat di politici che istigano a disertare le urne, nessun politico mai dovrebbe farlo se avesse rispetto dei diritti costituzionali, non fidiamoci di chi ci chiede di rinunciare all’esercizio della nostra sovranità per chiedercelo solo quando fa comodo.
Andiamo a votare… e che vinca la maggioranza democratica!
Cecilia Tumino

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