Cava Celone

Postato in data 23 aprile 2016 Da In Luoghi

PAESAGGI IBLEI, IL SITO ARCHEOLOGICO DI CAVA CELONE

È primavera! Sbocciano i fiori più belli e l’aria mite ci fa venir subito voglia di fare passeggiate, e perché no, escursioni nel nostro territorio, ricco di bellezze e luoghi suggestivi! Il sito archeologico di cui vi voglio parlare, certa che lo conosciate già, è “Cava Celone”. Un ipogeo archeologicamente interessante e, data la sua ubicazione, irresistibilmente bello perché immerso nel paesaggio tipico delle “cave” iblee. Un connubio che potrebbe certamente interessare, oltre gli appassionati locali, anche molti turisti, che pagherebbero profumatamente per visitarle.

Ma come tutti sappiamo, seppure i turisti siano sempre presenti in territorio ibleo, manca quell’ incipit, quella rete organizzativa che farebbe perdurare nel tempo la presenza degli stessi turisti e anche un loro gradito ritorno, perché il meraviglioso “Tour di Montalbano”, non basta per garantire alla nostra provincia la possibilità di vivere di solo turismo (cosa che si potrebbe benissimo verificare se solo si creasse un progetto turistico volto alla collaborazione tra enti, ecc..). Detto ciò, il sito archeologico di Cava Celone ha fatto parte del Progetto “Archaeotur” nato dalla collaborazione tra Italia e Malta, finanziato con fondi comunitari europei. I progettisti che hanno progettato i percorsi di accesso alle Catacombe di contrada Celone più di 3 anni fa, sono due tecnici dipendenti del Comune di Ragusa, l’ingegnere Giuseppe Corallo e il geometra Giorgio Iacono. A Cava Celone si giunge percorrendo la strada Provinciale SP 10 che da Ragusa conduce a Chiaramonte Gulfi, circa 4 Km da Viale delle Americhe.

Si tratta di uno dei più grandi complessi di età Tardo-Romano-Bizantina, 1.500 mq circa, che comprende 3 vasti ipogei e molti altri di dimensioni minori; le catacombe, scavate nella roccia, sono organizzate a corridoio con sepolture e loculi nelle pareti. La necropoli si data tra il IV-VI sec. d.C. L’ingegnere Corallo mi ha illustrato nel dettaglio l’intervento di progettazione del nuovo percorso di accesso alla necropoli, che si è aggiunto al vecchio percorso, una mulattiera, detta “scalazza”, caratterizzata da una forte pendenza e un fondo molto sconnesso che faceva sì che le catacombe fossero visitate quasi esclusivamente da escursionisti. Il nuovo percorso, invece, completato nell’anno 2013, parte dall’altopiano, dal lato opposto alla “scalazza”, e si snoda lungo un fianco della cava, parallelamente allo sviluppo della stessa, garantendo così un percorso dolce, che chiunque può usare.

Con la preziosa collaborazione dell’Azienda delle Foreste Demaniali, ricorda l’ingegnere Corallo, la pista, di circa 650 metri, è stata liberata dai folti rovi che celavano tutto ciò che stava sotto essi; i dislivelli, invece sono stati superati con gradinate in pietra reperita sul posto, e a protezione del lato a valle del percorso è stata messa in opera una staccionata, realizzata con paletti di legno di castagno, trasportati a mano per diverse centinaia di metri. Dunque un lavoro eccezionale e minuzioso che ha svelato e reso agevolmente percorribile a tutti il sito, attraverso interventi perfettamente armonizzati con l’ambiente circostante.

Un vero peccato che non si riesca a inserire siti archeologici e paesaggisticamente favolosi come questo, in un tour turistico completo, (forse coinvolgendo la Regione e/o la Forestale), dove la nostra storia venga raccontata, oltre che dal barocco, o in estate dal mare, anche da tanto altro, e forse così, chissà, qualche turista potrebbe anche ritornare e/o prolungare la propria permanenza!

Lara Dimartino

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