Postato in data 24 Gennaio 2020 Da In Società

IL CONFINE INCERTO DELLA SOCIETA’ ITALIANA

A parole siamo tutti con Gratteri, con Nino Di Matteo, magistrati assurti a simboli nella lotta alle mafie, ma spesso nei fatti e nei comportamenti anche all’interno delle istituzioni si agisce diversamente e in maniera dicotomica tra quello che si vuole apparire e quello che si pensa e si è realmente.

Anche gli organi di stampa e i media in genere, con notizie poco trasparenti, spesso false e tendenziose, legittimano o sminuiscono azioni, condotte e atteggiamenti censurabili e degni di  biasimo, seguendo più gli interessi di bottega sia essi economici che politici.

In questi ultimi giorni crea stupore e sdegno lo spazio pubblicitario riservato dalla rete pubblica ad un quotidiano nazionale, che propaganda, pur di acquisire notorietà e lettori, la sua totale avversione per le manette facili e per ogni forma di giustizialismo, ergendosi a paladino e a tutela di chissà quale  giustizia.

Difronte a questo tipo di propaganda, di un giornale che dovrebbe veramente basare la sua notorietà, e di conseguenza le sue vendite, sulla professionalità, sulla qualità e veridicità delle notizie, oltre che sul gradimento dei lettori, non si può che rimanere sconcertati e perplessi sull’attuale corso intrapreso dall’editoria italiana e dall’informazione in genere.

Informazione italiana che nonostante diverse sollecitazioni, convegni, promesse e aspirazioni, non riesce a trovare il giusto passo per potere decollare verso spazi più ampi di libertà, continuando così ad occupare per tale limitazione la settantesima posizione nella apposita graduatoria internazionale.

 

Paolo Caruso

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