Postato in data 12 Settembre 2026 Da In Politica

SCUOLA, GLI ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI CAMBIERANNO NOME: COSA CAMBIA IN CONCRETO

Un imminente decreto legge intende rinominare gli istituti tecnici e professionali in licei, con l’obiettivo dichiarato di equiparare formalmente gli indirizzi scolastici. La misura promossa dal ministro Valditara prevede un rafforzamento dell’italiano e della didattica cartacea, affiancato da 200 milioni di euro per lo studio dell’IA fin dalle elementari.

Il panorama scolastico italiano si appresta ad affrontare una profonda riorganizzazione strutturale. Nelle prossime settimane il governo di Giorgia Meloni presenterà infatti un apposito decreto legge inteso a modificare la denominazione degli istituti tecnici e professionali, trasformandoli formalmente in licei. Una novità, annunciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che secondo le intenzioni dell’esecutivo avrebbe l’obiettivo di ridefinire la percezione dei diversi percorsi formativi secondari, introducendo un’equità formale tra tutti gli indirizzi di studio del sistema nazionale.

Cos’è la riforma della denominazione e a chi si rivolge?
Il provvedimento intende estendere la dicitura di “liceo” a tutta l’offerta formativa della scuola secondaria di secondo grado, superando l’attuale distinzione terminologica tra percorsi liceali, tecnici e professionali. La misura si rivolge all’intero comparto scolastico, agli studenti e alle famiglie. Nelle intenzioni trasmesse dal ministero, il cambio di nome non modificherà l’assetto didattico né i programmi specifici: i singoli indirizzi conserveranno le proprie materie e i propri sbocchi formativi, a fronte però di un formale riconoscimento di pari dignità istituzionale.

Il ritorno alla grammatica e al libro di testo
Sul fronte dei contenuti, l’intervento governativo prevede un aggiornamento delle Indicazioni Nazionali incentrato sulla lingua italiana. Il piano punta a rafforzare l’insegnamento della grammatica e della sintassi per consolidare le competenze di base degli studenti. Contestualmente, la linea del ministero prevede una riaffermazione dei supporti di studio tradizionali, libri di testo cartacei, carta e penna,  indicati come strumenti primari per favorire la concentrazione e le capacità cognitive individuali.

REDAZIONE

Foto: Ministro Giuseppe Valditara

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