Le sue idee per l’Europa.
Pietro Bartolo è candidato alle Europee nella lista del Partito Democratico. La sua canditura è stata presentata anche a Ragusa e ha riscosso unanimi consensi e apprezzamenti. A sostenere sin dalla prima ora questa figura e ad averla voluta fortemente in provincia di Ragusa, grazie all’intervento dell’on. Fausto Raciti e dell’on. Giovanni Cafeo, entrambi parlamentari del Pd, il consigliere comunale Mario D’Asta. “E’ una figura, quella del dott. Bartolo – dice D’Asta – che, in ogni comune ibleo, sta suscitando un entusiasmo straordinario e sta unendo vari pezzi del centrosinistra sia a Ragusa che a livello provinciale. Una candidatura della società civile, all’interno della lista elettorale del Partito democratico, voluta fortemente e direttamente dal segretario nazionale Nicola Zingaretti, che ha visto la generosa convergenza di Art. 1, sia a livello regionale che provinciale, che, pur non avendo un proprio candidato, ha scelto di sostenere Bartolo. L’apprezzamento ricevuto da numerosi esponenti del centrosinistra certifica la bontà della proposta politica, la necessità di rimettere al centro le persone, di credere ad una Europa solidale e sociale, da una parte con le sue difficoltà, con le sue tragedie ed esigenze, dall’altra con la forza della proposta, della speranza e della fiducia, circostanze possibili soprattutto se ad interpretarle ci sono persone credibili come Pietro Bartolo. La sua è una candidatura in grado di lanciare segnali di unità e di convergenza”.

Il personaggio.
Bartolo è il medico che dal 1992 è responsabile della prima assistenza medica offerta ai migranti che sbarcano a Lampedusa. Il suo lavoro, più volte riconosciuto anche a livello internazionale, è stato immortalato anche nel documentario Fuocoammare di Francesco Rosi, vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino del 2016. Bartolo ha deciso di candidarsi alle elezioni europee nelle liste del Pd per portare la sua battaglia sulle politiche di accoglienza a Bruxelles. “Sono il medico – ha raccontato Bartolo durante la sua visita a Ragusa – che ha visitato più di 350mila persone. Una cifra che può sembrare un’enormità per un solo medico o una sola isola come Lampedusa, ma questo è successo in 28 anni e quindi parliamo di numeri ridicoli. Ci hanno fatto immaginare che sia in atto un’invasione, ma questa è una bugia. L’altro record, e di questo non vado orgoglioso, è quello di essere il medico che ha fatto più ispezioni cadaveriche al mondo. Me ne vergogno e ogni volta sto male, piango, vomito, ho paura, specie quando sono costretto a farle su bambini piccoli o donne che sono ancora legate ai loro figli attraverso il cordone ombelicale. Tuttavia è importante perché attraverso le ispezioni riesci a restituire un’identità e una dignità di persona ai corpi, non sono numeri. Lo sapete qual è il più grande sogno che hanno? Sopravvivere, e questo noi glielo dobbiamo concedere”. Parole che si commentano da sole e che, come dice il consigliere D’Asta, devono farci ritrovare la dimensione della politica partendo anche da una espressione della società civile che può dare il senso di quanto l’impegno al servizio degli altri possa assumere un significato davvero profondo.
La Redazione

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