Postato in data 1 maggio 2021 Da In Società

LA STORIA E’ MAESTRA DI VITA di Paolo Caruso

La storia è sempre maestra di vita, e la storia del craxismo, del suo leader, del suo apparato politico, sotto il glorioso simbolo del partito socialista, rappresentò una svolta tra quello che avrebbe dovuto essere in continuità con la sua tradizione popolare e i suoi valori e quello che in effetti poi è stato, cioè un partito senza anima, svuotato nei contenuti dell’ideologia socialista, e  espressione esclusivamente padronale . Il 30 aprile del 1993 si conclude in maniera traumatica l’ultimo atto del leader massimo del craxismo.

La storia dopo quasi 30 anni, in maniera più lucida, fotografa  quei giorni, quelle ore in cui un uomo potente della vita politica italiana, in una vera imboscata all’uscita dell’hotel Raphael di Roma, alle grida di ladro vergognati, e sotto una pioggia di monetine usciva definitivamente di scena, e si compiva l’ultimo atto dello  Statista socialista.

Già in piena tangentopoli, Craxi era stato raggiunto contemporaneamente da diversi avvisi di garanzia per corruzione e finanziamenti illeciti al partito, tanto che il giorno precedente, il 29 aprile 1993, si era presentato alla camera chiamata a votare l’autorizzazione a procedere, e in cui ancora risuona la sua arringa difensiva con l’accusa di ipocrisia a tutte le forze politiche, sostenendo sempre in quella occasione che tutti i partiti in pieno accordo si servivano delle tangenti per autofinanziarsi.

Quel giorno, tutti i “compari” presenti alla camera comunque respinsero le quattro autorizzazioni a procedere avanzate dalla procura di Milano. Furono i giorni del linciaggio ad una politica corrotta, ormai svuotata di contenuti ideologici, volta solo a rappresentare interessi di parte, mentre “mani pulite”  con la caduta degli “Dei” democristiani e socialisti segnava l’orologio della storia, e la fine della prima repubblica.

Oggi, con la presentazione del libro “Bettino Craxi, l’ultimo giorno di una Repubblica e la fine della politica” di Filippo Facci giornalista di Libero, organizzata dalla senatrice Stefania Craxi, dalla presidente della Fondazione Craxi, Margherita Boniver, con la presenza di vecchi e nuovi sodali, è il giorno dei rituali, dei discorsi, delle rievocazioni, dell’appartenenza nostalgica a quel mondo ormai lontano, sostituito da una nuova vecchia classe politica dedita alla corruzione, all’arricchimento illecito, al mantenimento dei privilegi, lontana dai veri interessi del Paese e sempre più supportata dal servilismo dei media.

Dott. Paolo Caruso

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