Postato in data 4 maggio 2021 Da In Città

“LA SANITÀ PUBBLICA A RAGUSA È LO SPECCHIO DI QUELLA REGIONALE”. AFFERMA LA CGIL DELLA NOSTRA CITTA’

Criticità e limiti gestionali hanno cause profonde. Sulla dotazione organica estromesso il sindacato

 

Lo stato di salute della sanità pubblica a Ragusa rispecchia fedelmente quella che si registra a livello regionale a dimostrare che non c’è un’idea politica, chiara e uniforme, utile a superare limiti e criticità, oggi più che mai senza una prospettiva di soluzione atteso che manca, dalle dimissioni di Razza in poi, un titolare della delega.

La situazione di crisi è emersa al termine di un forum in video conferenza a più voci promosso dalla CGIL e dalla FP CGIL di Ragusa su un tema preciso: “Il futuro della sanità Pubblica a Ragusa”.

A dare il de profundis ci hanno pensato Gaetano Agliozzo, segretario generale della FP CGIL Sicilia, che ha parlato di una crisi di sistema che ha fatto mancare l’assistenza di base in quanto tutto è stato riconvertito a fronteggiare la pandemia a tutto vantaggio della sanità privata per chi lo ha potuto fare e Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, che dopo aver sciorinato dati e riflessioni allarmanti sulla stato comatoso della sanità nell’isola ha invocato, e non è la prima volta, la nomina di un commissario per gestire la Sanità in Sicilia, capace almeno di fronteggiare questa fase così complicata.

Il forum che ha visto Peppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa, come moderatore, ha registrato, come punto d’ incidenza e di avvio al dibattito, la relazione di Duilio Assennato, segretario FP CGIL comparto sanità Ragusa.

Ha puntato le attenzioni sul rapporto posti letto/operatori sanitari che è inferiore alla media nazionale (3 posti letto ogni 1000 abitanti rispetto ai 4 della media OCSE). Le dotazioni organiche non rispecchiano la realtà perché ci sono numeri che si nascondono dietro il paravento di beni e servizi. In questo quadro la sanità convenzionata la fa da padrona in termini di efficienza.

Secondo Paolo Ravalli, responsabile dirigenza medica FP CGIL Ragusa, la criticità del sistema è emersa con la fase pandemica che ha prodotto delle diseguaglianze. Il sistema salute in provincia deve coinvolgere la confederazione sindacale perché la questione salute è un bene di tutti. Nel particolare si evidenziano stati di stress tra gli operatori sanitari accentuati dall’emergenza Covid. Ravalli che si occupa di medicina del lavoro rileva dodici infortuni gravi e molti lasceranno danni irreversibili. Duecento cinquanta gli infortuni causati dal Covid.

A fronte di tutto questo il sindacato non è stato minimamente coinvolto nella stesura del piano della pianta organica. Secondo Nunzio Fernandez, segretario generale della FP CGIL di Ragusa, si è trattato di un incidente istituzionale. L’informazione non è stata sufficiente data (consegnato il piano il 1° di aprile entro il sei doveva fornirsi un parere). Il tetto di quattordici milioni di euro come dotazione finanziaria della pianta organica non ha nulla di nuovo atteso che in buona parte di tratta di miglioramenti contrattuali.

Registra nuovi profili professionali  ma sono insufficienti e alcuni reparti non sono stati attenzionati. Sulla questione, non nuova, di un’applicazione di profili di sanità pubblica nel settore privato, che fornisce servizi pubblici, si è fatta carico Anita Tumino, segretaria FP CGIL Ragusa, perchè in questo modo sarebbe possibile una ricollocazione del personale.

Pietro Di Natale infermiere UOC Malattie infettive,  fa emergere il dato che le risorse ci sono quella che preoccupa è la gestione del personale e la sua assegnazione: basti pensare all’assenza dei fisioterapisti nell’area Covid.

In buona sostanza evidenzia Franca Clementi, dirigente storica del sindacato, nonchè referente civico delle salute, è necessario per il sindacato conoscere i percorsi che individuano le scelte e gli strumenti di cui si avvale la sanità pubblica per realizzare i propri obiettivi nell’auspicio di applicare il metodo della trasparenza. Sono così il sindacato può intervenire determinando le corrette vertenze.

Il quadro generale che scaturisce da questo confronto non è ottimistico. A livello regionale ci sono manager nominati per la casacca indossata e si sono dimostrati non all’altezza del compito determinando uno sfascio nel servizio assai pericoloso.

Potendo aumentare del 5 per cento il tetto di spesa per le assunzioni sono queste che vanno fatte in uno alla stabilizzazione de precariato nonostante i trentasei mesi di servizio. Sono necessarie risposte rapide e un processo di digitalizzazione necessario per garantire puntualità ed efficienza.

Sullo sfondo la revisione del titolo V della Costituzione che sinora ha fatto sì che la visione dei servizi sanitari tra Regione e Regione siano stati del tutto disomogenei quando invece sarebbe necessaria una uniformità di prestazioni e al miglior livello dovendo così garantire un diritto costituzionalmente tutelato.

Peppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa ha evidenziato un tema atavico nella gestione della salute in Sicilia come quella che fa capo alla relazione tra ASP e i rappresentanti della politica, soprattutto i referenti all’Ars. Tali referenti,  a seconda delle maggioranze di governo che si formano i volta in volta, esercitano grande influenza sulle scelte di fatto indebolendo il ruolo delle direzioni strategiche.

I contributi al forum costituiranno un documento che sarà la base di una piattaforma rivendicativa sui temi trattati.

DI REDAZIONE

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