Postato in data 3 luglio 2021 Da In Società

LA SAGUNTO PENTASTELLATA di Paolo Caruso

Mai la locuzione latina di Tito Livio del 219 a.c. “Dum Romae consilitur, Saguntum expugnatur” (mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata) è stata così attuale. Di fronte a un problema grave e serio per la stessa esistenza del M5S, ci si perde in chiacchere, in lunghe, inutili e spesso pretestuose discussioni, invece di agire repentinamente e con la massima solerzia; la storia sempre maestra di vita sembra proprio non averci insegnato niente.

Sicuramente il processo di contrapposizione è iniziato molti mesi prima, ma non ci si può permettere il lusso di assistere all’evento scontro senza neppure far intervenire “i pompieri” per spegnere fin dall’inizio i primi focolai. Così mentre si discute molto se fosse opportuno applicare lo statuto Conte o no, di fronte a un problema che dovrebbe essere affrontato con decisione e con rapidità si continua a tergiversare, facendo la fine di Sagunto.

Un monito quello di Tito Livio che vale per la sopravvivenza del movimento 5 Stelle, che deve adoperarsi in fretta per la formazione di un nuovo progetto politico che affondi le proprie radici nelle fondamenta essenziali del proprio essere. In tutto questo, un eventuale fallimento delle consultazioni 5 Stelle, porterebbe i soliti noti, il Cazzaro verde, il Bomba saudita di Rignano, la fascio pesciaiola della Garbatella, a gongolare avendo ritrovato ossigeno, pronti come avvoltoi a spartirsi i resti di quello che fu il Movimento.

La stessa locuzione latina di Tito Livio vale per il governo dei tecnocrati; infatti mentre i pentastellati stanno a discutere, Draghi riesce sempre più a dare spazio agli interessi delle lobby finanziarie, al mondo imprenditoriale, a confindustria e ai desiderata della peggiore destra, di quella destra sovranista e populista che sempre più vede concretizzarsi la possibilità di guidare il Paese.

La soluzione a tutto questo è una ritrovata e concreta coesione dei 5Stelle intorno ad un leader di valore, come potrebbe essere Conte, che sappia imprimere una svolta al movimento e riesca ad incidere, proponendosi con autorità e fermeza nelle scelte del governo dei “Migliori” fino in caso contrario ad uscire dalla attuale maggioranza e passando ad una vera opposizione in antitesi con quella farlocca della Meloni.

Si assisterebbe così al riproporsi di un Movimento rigenerato, unica forza politica in grado di potere cambiare realmente il Paese, un Paese vittima della partitocrazia, delle false contrapposizioni ideologiche, di una casta inamovibile legata sempre più agli ambienti finanziari e imprenditoriali, custode assoluta dei propri privilegi.

Solo così i milioni di cittadini che ci hanno creduto continueranno ad alimentare la speranza di un cambiamento possibile, rimanendo ancorati al sogno 5 Stelle.

Dott. Paolo Caruso

Relativo a