E così è stato, puntualmente… purtroppo per la città. Sì, lo avevo detto. Non ho la sfera magica, ma solo un minimo di contezza per comprendere i giochi di un movimento tanto sprovveduto quanto saccente, chiuso nella ideologia delle sue poche idee.
L’incapacità di un sindaco, di una classe dirigente che sfiora l’arroganza può generare solo quello che è accaduto. Un muro contro muro, inutile se non dannoso, niente affatto gestibile tutto interno alla maggioranza.
E così il quadro finale di un racconto forse già finito e forse mai incominciato. Ma dopo il danno, la beffa, perché a fare saltare il quadro della situazione ci ha pensato non la minoranza di un consiglio che, bene o male, fa il suo mestiere, ma i colleghi della maggioranza pentastellata stessa che avrebbero dovuto sostenere le scelte dell’Amministrazione comunale. Una maggioranza, in effetti, da tempo sgretolata, disciolta come neve al sole.
Ed è da tempo che sostengo che senza confronto non ci può essere crescita. Con un sindaco che si intestardisce ad andare avanti per la propria strada, senza l’umiltà di ascoltare le istanze di coloro di cui dovrebbe essere espressione più totale, oggi andiamo a fronteggiare un pasticcio dietro l’altro.
I problemi, tutti interni ai Cinque Stelle, che si erano verificati durante la stagione invernale, sono esplosi non appena le temperature sono cominciate a salire. Non è bastata di certo l’operazione di ricucitura della giunta che, a detta del Sindaco, avrebbe dovuto rilanciare l’azione di governo dell’amministrazione.
Un tuffo nel vuoto che si è concretizzato su un atto importante, politicamente strategico per le ragioni del movimento 5 stelle sia locale che nazionale, vale a dire l’art 48 – “Norme di attuazione del Piano Regolatore Generale” – sonoramente bocciato dalle opposizioni.
Altro che guerra fredda in casa grillina! Quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio scontro senza precedenti: la maggioranza non risponde ai comandi dell’Amministrazione comunale, l’Amministrazione non ascolta il movimento e i consiglieri, il sindaco hanno perso il polso della situazione.
Un vero e proprio corto circuito imploso al proprio interno.
E i cittadini stanno a guardare. Anzi, stanno a pagare. Perché l’incremento dei tributi, davvero fastidioso e insostenibile, è diventato un prezzo troppo alto da pagare. Per chiunque. E soprattutto quando, in contropartita, non si hanno quei servizi minimi ed essenziali che ogni cittadino richiede.
Ma questa è storia vecchia. Già conoscevamo l’incapacità della Giunta Piccitto a soddisfare le minime esigenze della collettività. La storia nuova è che la battaglia tutta interna ai Cinque Stelle difficilmente si esaurirà in poco tempo. Tutta la parte finale della legislatura rischia di essere contrassegnata da una polemica senza fine, destinata a bloccare gli atti salienti che il Consiglio è chiamato ad esprimere.
Per la serie: il rimedio peggiore del male. Speriamo che da parte dei pentastellati ci sia una acquisizione di consapevolezza. Perché così non si può andare avanti. Si svilisce il ruolo stesso del civico consesso e di chi lo compone.
Chi intende lavorare non può farlo perché alcune frange della maggioranza continuano a fare una guerra senza quartiere al “loro” sindaco. Solo che le “vittime” di questa escalation sono i ragusani che, increduli, si sono già pentiti di avere affidato la città alla guida di questi incompetenti della politica.
A questo punto dimissioni, mozione di sfiducia o governo di salute pubblica? Questo lo scenario che si prospetta. Di certo una ricomposizione del Movimento 5 Stelle con Partecipiamo avrebbe del ridicolo per entrambi i soggetti politici in campo: il primo perché ammetterebbe l’insufficienza, oltre che contenutistica, dei numeri; il secondo perché darebbe ancora adito a quella sete di potere che lo sta sfiancando.
Noi nel frattempo abbiamo proposto tante idee per la città, molte votate in Consiglio, ma di questo ne parlerò la prossima volta.
Mario D’Asta
Consigliere Comunale

scarica PDF










