Postato in data 2 Gennaio 2026 Da In News

“GIOVENTÙ BRUCIATA” di Paolo Caruso

Gioventù bruciata”, fu il titolo di un film del 1955. Una metafora, allora, nella notte di capodanno in Svizzera fatto tragedia. Era prevedibile? Si poteva prevenire se si fossero osservate le più elementari norme di sicurezza. Ospitare tanti ragazzi senza una uscita di sicurezza che non fosse la stessa strettoia dell’entrata, era tragedia annunciata. Qui non si parla di casualità. L’imprevedibile, quando si tratta di ragazzi poco più che adolescenti, va previsto nei pur minimi dettagli. Saranno gli inquirenti a verificare responsabilità, ma nella civilissima Svizzera, dove tutto ha un controllo e tutto ha un costo, non è ammissibile concedere licenza di agibilità senza le più elementari norme di sicurezza. Ora si contano i morti, nella disperazione generale. Giovani vite bruciate all’illusione del piacere che è dovuto, perché “semel in anno licet insanire”. La Res Pubblica deve essere esigente. “Prevenire è meglio che curare”. Non ci resta che piangere… sui corpi bruciati e senza volto, di ragazzi che del piacere hanno visto con terrore il volto peggiore. All’inizio di quest’anno 2026 ancora una volta superficialità, avidità di denaro, mancati controlli, hanno trovato un mix nel triste epilogo della tragedia svizzera.

Dott. Paolo Caruso

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