Postato in data 27 aprile 2021 Da In Fatti

“FORESTALI AL LAVORO. SUBITO!”.

Lo slogan scelto da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil per la giornata di mobilitazione che oggi ha visto le tre sigle sindacali davanti alle Prefetture siciliane.

Anche a Ragusa, organizzato dai tre segretari generali provinciali di Fai e Flai, Sergio Cutrale, Salvatore Terranova e Maria Concetta Di Gregorio, ha richiamato i lavoratori davanti al Palazzo di Governo.

“I siciliani, il loro territorio, sono sempre più a rischio incendi mentre l’estate si avvicina. – hanno scritto i tre segretari nel documento consegnato al Prefetto – La Regione, ritardando i lavori indispensabili di prevenzione, è responsabile del disastro che verrà. Le opere dovrebbero partire entro metà maggio, ma non v’è nulla di definito. Nessuno si lamenti domani per quello che non è stato fatto oggi.

Il nostro allarme – continuano i tre segretari – trova ulteriore e significativa conferma dagli incontri avuti ieri con i dirigenti degli Uffici territoriali del Dipartimento Sviluppo rurale. Da queste riunioni è emerso che, nella migliore delle ipotesi, i piani di intervento saranno definiti nelle prossime settimane in attesa, poi, di approvazione da Ispettorato ripartimentale e Dipartimento regionale oltre che da Comuni ed enti in cui andranno eseguite le opere.

I dirigenti, inoltre, informano che senza decreto di impegno depositato in Ragioneria non sarà possibile inviare alcuna richiesta al Collocamento mentre ci è stato specificato in alcune sedi di confronto che i viali parafuoco potranno essere finanziati unicamente con fondi extraregionali.

Fai-Flai-Uila Sicilia e Territoriali – concludono Cutrale, Terranova e Di Gregorio – esprimono la propria preoccupazione e chiedono di accendere i riflettori su un tema tagliato fuori dall’agenda del governo Musumeci: quello della forestazione. I destini di migliaia di lavoratrici e lavoratori, ancora appesi all’incognita del futuro prossimo, si incrociano con la salvaguardia dell’ambiente a causa di furberie e giochini di bilancio oltre che per le solite lentezze burocratiche dovute anche a gravissime carenze di organico negli uffici.

I fondi per gli avviamenti e la prevenzione sono incerti, affidati in parte a risorse comunitarie per progetti che non si vedono. Che non ci sono. Intanto, oltre 18 mila stagionali della Forestale restano in attesa di chiamata da mesi con la concreta possibilità di compromissione del diritto alle giornate lavorative previste per legge.

Operai che possono essere impegnati nei lavori ricondotti su tutte le fasi colturali del bosco, garantendo per tutti i periodi dell’anno i lavori di idraulica-forestale, utili, essenziali e propedeutici a contenere il dissesto idrogeologico e difendere i territori a valle da possibili frane, smottamenti e, garantendo una migliore qualità della vita dei cittadini, oltre, ad evitare lo spopolamento dei comuni montani.”

la Redazione

 

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