Nella settimana Santa siamo lieti di pubblicare una delle più belle e significative poesie della nostra collaboratrice Chiara Gatti, ringraziandola per le sue preziose perle di cultura e profondità religiosa.
Quell’unguento di luna
che il mio corpo contorce
è il mio unico modo di tenerTi con me
e creare un diaframma tra colori diversi.
Ho avvinghiato una chioma
alle gambe di un legno
che sentivo fluire
dentro a succhi di vita
che potevo assorbire.
Le mie lacrime vive
che asciugavano i piedi
di una sera redenta
e di un forte profumo
dal vigore sfrontato.
Così lento l’ECCESSO
ha trovato una sede,
e nobilita il nardo,
che non brucia lo spasmo
del mio essere implume.


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