Postato in data 8 giugno 2021 Da In Città

DALLE STALLE ALLE STELLE

Il Dott. Ignazio Caloggero, direttore del Centro Studi Helios e delegato AIPTOC   vive con la famiglia a Ragusa. Continua la sua battaglia contro l’ingiustizia e la sopraffazione.

 

Un personaggio poliedrico. Un vulcano di idee. Promotore di decine e decine d’iniziative. Nella battaglia fino alla fine. Confesso che leggendo sommariamente il suo curriculum mi è venuto il mal di testa, per i titoli di studio, di rappresentanza,  di studi umanistici, scientifici e tecnici, che convivono nella stessa persona. Il personaggio è Ignazio Caloggero. Emigrante, da bambino  ha conosciuto  la dura vita dello straniero che raccoglieva bottiglie usate in Germania per le sue piccole esigenze economiche e poi,  le tanta esperienze di lavoro in Italia hanno plasmato un giovane ragazzo sconosciuto ai più, ma con mille idee in testa, pronto a sfidare le norme di vita sociale per cui il detto “ cu si tu?” è stata la barriera più alta da superare. Una tappa importante fu la Marina Militare. In quel di Taranto lottò per affermare le sue capacità nel campo della tecnologia elettronica, aveva voglia di crescere a tutti costi e,  proprio lì ebbe le sue prime gratificazioni.

Vinse tutte le scommesse con i superiori, che lo ritenevano impreparato alla partecipazione ai corsi e agli studi di sotto ufficiale. Ma fu lo stupore generale quando  il più giovane sottufficiale della Marina Militare a bordo della nave operativa più importante dell’epoca: il cacciatorpediniere Audace , Ignazio Caloggero si trovò a gestire nei fatti una Centrale di Tiro, coordinando una decina di persone e svolgendo una serie di esperimenti con i Radar del Tiro. Ma quando doveva raccogliere i frutti delle sue prestazioni, lasciò, nonostante l’offerta di una borsa di studio per frequentare l’Accademia Navale per conoscere altri orizzonti.

Aver rinunciato ad una brillante carriera come ufficiale della Marina Militare ritornai a lavare piatti e a pulire gabinetti per mantenermi agli studi. L’esperienza presso l’ANFASS comunque fu importantissima per la mia crescita interiore. Avere a che fare con persone disabili fa capire, a volte, il vero senso della vita e ciò che loro riescono a dare è ben superiore di quello che i cosiddetti “abili” danno loro, per lavoro o per volontariato che sia”.

In disaccordo con la famiglia che lo voleva sistemato in una posizione di sicurezza statale continuò a volare da spirito libero laddove lui vedeva la battaglia, la sfida, l’orgoglio di dimostrare le sue idee e la capacità di realizzarle. Arrivò anche il momento delle scelte. Laurearsi a Pisa in informatica, lavorando e studiando come d’uso per un normale cittadino con poche risorse economiche.

Se si crede in un obiettivo, se esso si ritiene giusto, bisogna accettare la lotta anche quando si presenta ardua. Bisogna accettare l’idea che non vanno affrontate solo quelle battaglie che si è sicuri di vincere, così come bisogna fare di tutto per rimanere in piedi sino alla fine (“se la sconfitta deve venire per noi, non facciamoci trovare seduti ad aspettarla”).

Uno degli obiettivi o meglio uno dei sogni di Caloggero fu il desiderio di scrivere. Realizzò questo desiderio scrivendo il primo libro particolare,  associando la cultura informatica con quella classica. Il libro fu apprezzato dal noto ragusano Filippo Garofalo, che lo volle nella sua Associazione “Storia e patria”. Oggi si contano più di dieci saggi prodotti dal dott. Caloggero. Ma la cosa che più stupisce fu la determinazione con cui si approcciò alla scrittura avendo come base una preparazione elementare da auto didatta. Leggeva molto. Aveva una grande voglia di sapere, basti pensare che scambiò l’orologio della Cresima  con dei fumetti.

In un articolo o un’intervista come questa non è facile descrivere il numero di attestati, di titoli, di onorificenze accumulate da Caloggero. Oggi è il direttore del Centro Studi Helios di Ragusa, e si occupa di Formazione e Promozione del Territorio in modalità e-learning, in collegamento con diverse aziende e centri turistici nazionali.  E’ anche il Presidente dell’AIPTOC, Associazione Italiana Professionisti del Turismo e Operatori Culturali.  A tal proposito molte sono le cose non condivise con i tecnici e politici locali. Soprattutto nella modalità di promuovere le risorse, culturali, artistiche e storiche della nostra terra.

Infatti gli calza bene la locuzione “ Nemo propheta in patria”. I suoi ragionamenti e i suoi pensieri spesso anticipatori non vengono compresi nel suo territorio ma viceversa apprezzati, fuori dai confini o da altre culture. Ora nella fase del tramonto della vita dice Caloggero- “continuo a combattere nella mia terra e per la mia terra”. Oggi è presidente del Lions Ragusa Host,  e già pensa  a cosa vuol fare da “grande”.

 

Giuseppe Suffanti

Nella foto: Ignazio Caloggero e Giuseppe Suffanti

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