Postato in data 30 Luglio 2018 Da In News

A SCUOLA DI CITTADINANZA, DALLE PIAZZE E NELLE PIAZZE

Costituzione, quanto tempo dedico a che ognuno possa capire il senso delle regole, le logiche del convivere, il faticoso sforzo di coniugare il bene di tutti e il bene di ognuno senza sacrificare nell’uno nell’altro.

Sanno quanto tengo a che il comportamento di tutti sia – in classe e mi auguro anche oltre la classe – rispettoso dei valori universali e naturali che caratterizzano lo stare in società e che il nostro ordinamento nazionale ha fatto a suo tempo propri e sancito come criteri di fondo della società italiana.

Mi sento felice quando colgo lo stupore dei miei alunni nel comprendere il perché di certe leggi e, ahimè, amareggiata quando mi chiedono: “Perché se la legge dice questo, che è giusto, invece non lo si fa? Perché non tutti lo fanno, perché Insegno Storia ed Educazione Civica e i miei alunni sanno quanto ci tengo allo studio della a volte nemmeno il governo o chi dovrebbe dare l’esempio lo fa?”.

La mia risposta è sempre la stessa: “A poco a poco si capirà, capiranno tutti, si arriverà a mettere in pratica totalmente la nostra Costituzione” (che nella sua impostazione e formulazione è davvero – come la definì Benini – ‘la più bella del mondo’).

Prendiamo gli articoli fondamentali sul modo in cui vanno guardati i rapporti interpersonali: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (art. 2).

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art 3). La Costituzione dice, cioè: questi sono i criteri dello Stato italiano, questo è il modo in cui ogni governo dovrà agire e questi sono i diritti riconosciuti a chiunque e che ognuno deve riconoscere agli altri. Non ci sono deroghe o eccezioni: la solidarietà è un dovere inderogabile (obbligatorio!).

Quanti conoscono bene per averli almeno letti una volta tutti i 139 articoli della Costituzione? Quanti hanno avuto modo di discuterne, di approfondirli, di fare domande a qualche esperto per capirne meglio il senso, per esprimere i propri dubbi? Pochi purtroppo. Ne sono certa. E ne sono certa perché non in tutte le scuole è obbligatorio studiare la Costituzione o studiare i criteri della cittadinanza attiva. Ed è davanti agli occhi di tutti la evidente difficoltà del non conoscere bene queste cose!

È per questo che l’Associane Nazionale Comuni d’Italia ha lanciato una proposta di legge per l’introduzione dell’Educazione alla Cittadinanza in tutte le scuole di ogni ordine e grado come materia autonoma. Da parte nostra abbiamo aderito con banchetti, nei giorni 20 e 27 luglio presso piazza Duca degli Abruzzi a Marina di Ragusa, che facilitino l’apposizione delle firme. Ma vogliamo andare avanti e, in attesa che la proposta diventi legge, organizzeremo una serie di incontri di riflessione sulla Costituzione, una sorta di SCUOLA NELLE PIAZZE, aperta a tutti perché se è vero che il cambiamento inizia dai banchi di scuola, è anche vero che la scuola inizia dal territorio.
A ri-leggerci, dunque, e a ri-vederci!

Agata Pisana

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