Per celebrare l’evento del traguardo dei 1.413 giorni di governo guidato da Giorgia Meloni, il più longevo della storia repubblicana, Fratelli d’Italia ha organizzato una grande manifestazione nazionale al porto di Bari L’evento voluto fermamente dalla Meloni ha visto la partecipazione della stessa Premier e di numerosi esponenti del centrodestra, ma ha anche innescato forti divisioni e contromanifestazioni di protesta. Truppe cammellate da tutta Italia al grido “presente” hanno raggiunto insieme ai loro “Podestà” il porto di Bari, luogo scelto per l’ evento. Una piazza Venezia che ricordava le adunate del ventennio. Dal palco di Bari, Giorgia Meloni ha rivendicato il traguardo non come un semplice dato numerico, ma come una svolta politica per il Paese. La narrazione del fantasmagorico mondo di Giorgia ha occupato buona parte del discorso. Solo propaganda spicciola in funzione elettorale. Del resto non avendo varato riforme utili al Paese in questi quattro anni di governo, la premier ha definito la stabilità politica un valore aggiunto, la prima vera grande riforma promessa e realizzata, sostenendo che la continuità dell’esecutivo offra all’Italia maggiore credibilità internazionale e fiducia economica. La tenuta del governo è sotto gli occhi di tutti e la Meloni affermando che il consenso della coalizione è oggi al massimo storico ha ribadito la sua intenzione di andare avanti e proseguire il mandato senza cedimenti. Nonostante le critiche dell’opposizione e le contestazioni della società civile, noi non molleremo. E qui sembra riecheggiare lo slogan degli anni che furono : ” boia chi molla “. Parallelamente ai festeggiamenti, Bari è stata teatro di accese proteste organizzate dalle opposizioni, dai movimenti studenteschi, dai sindacati e attivisti locali. Le forze di minoranza e i manifestanti contestano che la longevità dell’esecutivo sia un dato puramente formale. Il governo viene accusato di essersi limitato alla gestione del potere e alla stabilità numerica, senza aver attuato riforme strutturali capaci di migliorare le condizioni economiche e sociali del Paese. Insomma una sorta di scatola vuota. Diversi cortei di protesta confluiti in un’unica contromanifestazione, nonostante le misure operate per fermare il dissenso, si sono mossi portandosi verso l’area portuale per contestare le politiche economiche, sociali e del lavoro dell’esecutivo, definendo la celebrazione “fuori dalla realtà” rispetto ai problemi quotidiani dei cittadini. Una visione miope del Paese da parte di questa destra meloniana che arroccata al mantenimento del Potere cerca in tutti i modi di destabilizzare , non ultimo con la riforma elettorale, il cosiddetto “melonellum”.
Dott. Paolo Caruso

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