Postato in data 10 Giugno 2026 Da In Politica

IL CONTO DA PAGARE di Paolo Caruso

In una Italia alla deriva con una crisi economica che morde sempre più il portafoglio dei cittadini, una inflazione calcolata al 3% annuo, un aumento non più sostenibile dei prodotti energetici con ricadute sulle bollette e sui carburanti, non può che fare rabbia l’ attenzione morbosa dei media rivolta al cosiddetto ” risiko bancario “, un Monte Paschi di Siena conteso tra Banca Intesa San Paolo e banco BPM e ciliegina sulla torta Assicurazioni Generali.
Una arrampicata finanziaria che scivola apparentemente senza interessi particolari sui destini dei non addetti ai lavori e dei comuni cittadini che subiscono grazie ai sovranisti meloniani i contraccolpi economici per il mancato intervento sugli extra profitti bancari, su quelli assicurativi, e su quelli energetici. Un danno non indifferente per l’ erario, un giusto ritorno di capitali che avrebbe potuto risolvere almeno i problemi insoluti della sanità pubblica. Uno schiaffo a tutti coloro che trepidano per arrivare a fine mese. Gli “zii Paperoni ” si sono riuniti per fare affari, rafforzare le proprie posizioni e fondare una banca più potente. Gioverà a loro come diventare sempre più “Paperoni”. Pagherà qualche altro. I soliti noti. Cioè noi cittadini sempre più ” tartassati “. Quanto profitto, ci chiediamo, in termini di miliardi non hanno guadagnato le banche e i ricconi in questi anni di guerra e con il rincaro dei prodotti energetici?
Una economia di guerra che ha affossato una intera popolazione. Intanto questa destra di governo interessata ai giochi finanziari e alla scalata degli “amici banchieri ” non fa nulla, se non propaganda, per risolvere i problemi reali che più stanno a cuore ai cittadini, la sanità pubblica e le lunghe liste di attesa, la disoccupazione giovanile e non solo, la perdita delle migliori intellighenzie che emigrano in Paesi esteri, la sicurezza, un giusto sistema fiscale, la lotta alla corruzione e alla evasione. Corruzione e Evasione infatti rappresentano due facce illegali della stessa “moneta”. Un tarlo che a poco a poco ha logorato il telaio socioeconomico della Nazione, alterando le stesse regole del vivere civile. Un vero e proprio cancro la cui capillarità è diventata oggi un vero problema sociale. L’evasione fiscale (100 miliardi di euro l’ anno sottratti al fisco) e la corruzione (in maniera più subdola) sono aumentate notevolmente nel corso degli anni e nulla o poco è stato fatto da questo governo per ridurre il fenomeno.
Anzi…… Opportunità corruttive e di evasione che hanno permesso di depredare sempre più soldi alla collettività. Spesso questi nostri concittadini privilegiati, tenutari di ingenti ricchezze economiche, che dovrebbero contribuire a consolidare il ” salvadanaio ” del Paese rappresentano i gradi più alti dell’ evasione con attività societarie, finanziarie off-shore, conti bancari nei cosiddetti paradisi fiscali. Ora alla riesumazione della patrimoniale si è assistito ad una levata di scudi senza neppure pensare al modo e alla stessa utilità. Basterebbe che la politica del “fare” invece di strombazzare a destra e a manca terapie miracolose per la risoluzione definitiva di questa piaga sociale, attuasse finalmente riforme efficaci in grado di contrastare la corruzione, l’evasione in tutte le sue componenti, “economia sommersa” e “riciclaggio”, che si potrebbe porre la parola fine a questo sistema perverso così da recuperare migliaia di miliardi e ridurre le tasse ai tanti cittadini vessati.
Dott. Paolo Caruso.

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