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Postato in data 14 Marzo 2016 Da In Politica

IL GRILLINO… PARLANTE – lettera aperta alla redazione

Da giorni eravamo alla ricerca di un buon articolo per la prima pagina del primo numero del nostro giornale. Puntavamo ad un bel predicozzo sulle marachelle di questa amministrazione che tanto ci sta facendo penare. Pochi giorni fa, però, ci è stata consegnata una lettera da un attivista grillino, con la preghiera di pubblicarla, cosa che facciamo integralmente, omettendo la sola firma per volontà dell’autore.

 

Spettabili lettori dellopinione comincia lo scritto chi scrive è un convinto militante 5 stelle, stanco di difendere un Sindaco che ha calpestato e calpesta quotidianamente le regole di un movimento che ha stravinto le elezioni amministrative, grazie certamente alle scelte inaccettabili degli avversari, ma anche e soprattutto al desiderio dei ragusani di confrontarsi con una politica innovativa al servizio dei cittadini e per i cittadini.

Ricordo ancora con nostalgia, quando parlando del comune, Federico ricordava a tutti “questa è la vostra casa”, tronfio come un pavone, poiché‚ confortato da una squadra coesa e da un consenso web che lo rendeva e ci rendeva tutti orgogliosi. Ma dopo l’ottima partenza eccoci precipitare in caduta libera!

La nostra città è oggi mal gestita e vive una condizione di grande disagio. Siamo massacrati dalle tasse ed orfani di servizi importanti. Anche i nostri consiglieri, ormai, si sentono traditi da un comandante che annuncia quotidianamente cambiamenti che non giungono mai. Traditi come quegli assessori defenestrati, dei quali andavamo fieri, perché‚ figli del nostro movimento e perché‚ nominati secondo le nostre regole, guardando cioè al curriculum, alla professionalità ed alla fedina penale.

Piccitto ne ha fatti fuori quattro, senza mai darci una motivazione!

I più informati raccontano che Conti fosse troppo intelligente per i suoi gusti! “Quando parli non ti seguo, sei troppo preparato” si lamentava spesso Federico e per evitare figuracce, lo allontanava dagli incontri.

Brafa, ai servizi sociali, aveva fatto un ottimo lavoro con tanti progetti a costo zero in favore di singoli e famiglie disagiate, subito accantonati con il suo avvicendamento. Giuseppe Di martino, assessore all’urbanistica, è stato invece allontanato alla chetichella, mentre collaborava con esperti internazionali a nuove idee per la città. E «dulcis in fundo», l’assessore Campo, silurato per una vicenda inesistente, come provano gli atti e il resoconto della commissione trasparenza. Tutti sappiamo però che Stefania era da tempo nel mirino di Piccitto che la definiva spesso (uso un eufemismo) incompetente! Doveva essere tra le prime a saltare, ma è stata salvata dalla quota rosa e dall’intervento di Cancellieri (nostro deputato regionale).

Nel frattempo però, sono giunti per lei i primi consensi, cresciuti vertiginosamente con il “FESTIWALL” (i murales sugli edifici) manifestazione molto ben riuscita, tanto da scatenare l’invidia di «qualcuno» che ha tempestivamente montato il caso con i media. Ma adesso, finalmente, conosciamo le ragioni di questa ecatombe!

Fregandosene dei principi del movimento e della trasparenza, il nostro Sindaco, a ridosso del ballottaggio ha promesso un assessorato a “Partecipiamo” di Giovanni Iacono (che avrebbe preteso i Servizi Sociali) e “Movimento Città” che ha però rifiutato, contestando l’incoerenza politica del nostro primo cittadino. Inoltre, Piccitto ha ricambiato due favori, uno al pezzo grosso regionale (sistemandogli l’amico Zanotto) e l’altro con un bravo ragazzo che lo ha aiutato in campagna elettorale, un pasticcere comisano, oggi (con buon impegno dobbiamo dire) assessore ai lavori pubblici.

Tutti meccanismi leciti, per carità, ma che appartengono alla vecchia politica, in contrasto con i valori ed i principi base del nostro movimento, che pretende scelte professionali e di qualità e non ricatti o accordi sottobanco.

Ma cosa penseranno i cittadini mi chiedo? Se l’Assessore Conti non ha sbagliato, Brafa ha svolto un buon lavoro, Di Martino stava realizzando una svolta e la Campo riscuoteva consensi perché‚ sono stati silurati? Quali sono e chi detta le regole a Palazzo dell’Aquila?

Qualcuno grida al secondo «puparo» del Sindaco. Quello che non riuscendo a brillare di luce propria, soffre vedendo quella degli altri. Di chi stiamo parlando? Quien sabe!

Sappiamo però che tempo fa, in una drammatica riunione notturna, è tuonata la voce di Luigi Di Maio (indicato dal movimento nazionale come futuro presidente del consiglio italiano) che ha strigliato forte il Sindaco perch‚ la città è allo sbando. Alla richiesta di un cambiamento da parte dei consiglieri (sensibili alle lamentele dei cittadini) sembra che Federico abbia risposto “…toglietemi tutto, tranne il mio Breil!”.

Le malelingue, dicono che il prestigioso orologio del nostro primo cittadino ha il volto dell’Assessore che 14 consiglieri su 16 non vogliono più. Quello che nessuno saluta più nei corridoi, che ha spesso tagliato i fondi agli altri assessori per non consentire loro di programmare attività e per la quale scriteriata gestione amministrativa, sono state raccolte oltre 4000 firme in città.

Come mai un personaggio cosìpoco carismatico è allacciato stretto al polso del nostro generale? Che sia lui l’addetto ai siluri del sottomarino di palazzo dell’Aquila? E cosìfacendo, con quale faccia Federico, potremo ricandidarci fra qualche anno? Perché‚ non strappi subito i fili che ti legano ai tuoi pupari e ti riprendi la dignità che ti compete? I nostri consiglieri sono pronti a sostenerti se avanzi nel rispetto delle regole del movimento!

Chiudo così la prima parte di questa mia lettera della quale autorizzo la pubblicazione a patto che il giornale offra spazio ad una eventuale replica degli interessati. Non ci fosse, ho pronte nel mio arco altre frecce, ben più appuntite, che prometto di scagliare nell’interesse della città e del nostro movimento.

 

La lettera termina con un saluto ai lettori. E chiudiamo anche noi, senza commenti, promettendo di tenervi aggiornati sugli sviluppi di questo sfogo del… grillino parlante.

La redazione

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