Pochi fatti che si commentano da sé: a Plaja Grande (frazione balneare di Scicli) c’era una zona, nel tratto finale del lungomare pedonale, poco illuminata, dove negli anni scorsi si trovavano la mattina molte decine di cicche di sigarette e quanto altro del genere.
Per bonificarla, l’amministrazione del villaggio, guidata dalla prof.ssa Rosalba Iachello, aveva provveduto a fare estirpare le erbacce, dotarla di panchette, migliorarne l’illuminazione e realizzarvi uno spazio verde, in prato sintetico, dove i bambini giocavano tranquillamente a calcetto.
Rispetto ai silenziosi incontri precedenti, ricettacolo di malessere sociale e di malavita, gli schiamazzi dei bambini che esultavano ad ogni gol si sono rivelati sicuramente più fastidiosi per qualcuno. Ovviamente anche la sera, a volte fino a tarda notte, nel campetto si riunivano anche ragazzi in vena di baldoria, ma questo è inevitabile in ogni luogo pubblico in piena estate.
La cosa che lascia veramente indignati è che, chiunque sia ad essersi sentito tanto disturbato da questa situazione, anziché chiedere l’intervento dei carabinieri per questo eventuale disturbo alla quiete pubblica, ha pensato bene di agire diversamente secondo logiche che posso solo rifiutare: nella notte fra il 14 e il 15 luglio scorso il prato sintetico è stato nottetempo divelto, portato alla fine dell’arenile e dato alle fiamme.
Ben 170 mq di prato, pesantissimi da trasportare, con un lavoro fatto velocemente senza che alcuno se ne fosse accorto! Non erano quindi sicuramente dei vandali occasionali ad aver operato, ma una squadra bene organizzata e mandata/guidata là ad hoc. L’Associazione ha sporto denuncia per l’accaduto non solo per il danneggiamento arrecatole – quantificabile in 4.000 euro – ma soprattutto per il doppio reato di danneggiamento e distruzione di beni pubblici (il campetto era con libero accesso a chiunque volesse fruirne, abitante o meno del villaggio che fosse) e per inquinamento ambientale.
Il prato sintetico, infatti, è rifiuto speciale e, se bruciato, produce vapori tossici che per giorni si sono sprigionati dal rogo. Del fatto è stata informata, infatti, anche Legambiente nazionale.
A seguito di ciò, si è tenuta sabato scorso una riunione specifica dell’Associazione, cui hanno partecipato decine di abitanti del villaggio, molti dei quali giovani. La prof.ssa Iachello ha da subito messo al corrente dell’avanzamento delle indagini dei Carabinieri e invitato tutti a non usare alcuna forma di rappresaglia e a mantenere toni civili, come da vero stile signorile. Edificante constatare, durante l’incontro, l’indignazione dei giovani di Plaja, rimasti esterrefatti dinanzi a tutto questo.
L’Associazione non si lascerà intimidire da azioni così becere, ma farà di tutto per continuare ad assicurare ai bambini spazi di gioco pulito e il senso di una comunità che si prende cura di loro. Intanto, però, ci sono tempi tecnici per poter ripristinare il tutto e l’unico risultato ottenuto è che questi bambini, al momento, non hanno più il loro campetto di gioco e hanno dovuto fare esperienza diretta di comportamenti arroganti e sprezzanti della legge e del rispetto civico.
È saggezza condivisa che si educa innanzitutto con l’esempio, ma evidentemente gli autori di questi reati non lo hanno mai sentito dire.
Agata Pisana

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