Postato in data 12 Marzo 2020 Da In Società

THE DAY AFTER “L’EDITTO”

In questi giorni in cui tutti gli italiani, nessuno escluso, di fronte alla crescente diffusione del COVID 19, hanno il dovere morale oltre che civile di attenersi scrupolosamente alle normative restrittive, sanitarie, emesse dalla presidenza del consiglio dei ministri, la politica nella sua totalità deve fare ampiamente la sua parte, e i partiti di opposizione svolgere i compiti istituzionali che gli sono affidati senza creare contrapposizioni sterili e aspettative fantasiose e economicamente irrealizzabili. Anche noi cittadini, facenti parte della stessa comunità senza distinzione sociale e appartenenza politica, non possiamo però esimerci dall’obbligo impartito dalle autorità sanitarie di evitare locali pubblici, assembramenti e di restare quanto possibile nelle nostre case, cercando di attuare le prevenzioni igieniche suggerite.

Noi Italiani, e solo noi, siamo responsabili di quello che accade e accadrà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi all’interno dei confini del nostro ben amato paese, il tutto ricollegabile alla diffusione del virus e ai i nostri comportamenti più o meno vituosi, o irresponsabili. Una ulteriore limitazione degli spazi di libertà è stata data in queste ore dalla presidenza del consiglio con la emanazione di nuove misure più stringenti che regolano la chiusura totale di attività commerciali non particolarmente necessarie (bar, ristoranti, centri commerciali, centri estetici ,parrucchieri e barbieri, ecc..), salvaguardando il normale svolgimento di vendita al dettaglio dei negozi alimentari, supermercati, negozi di prima necessità, farmacie e parafarmacie e il servizio dei mezzi di trasporto e di pubblica utilità. La parola d’ordine oggi è quella di restare a casa per evitare il rischio di una ecatombe; del resto come dicevano i latini: “Homo faber fortunae suae”.

La partenza in maniera sconsiderata dalle regioni del nord, in particolare dalla Lombardia, di folte schiere di giovani diretti al sud e l’arrivo nei paesi di origine, omettendo anche spesso la denuncia, ha sicuramente rimescolato le carte sconvolgendo i piani sanitari di prevenzione attuati dalle autorità locali e dimostrando quanto sia diffusa la mancanza di senso civico tra la popolazione. L’affollare inoltre i supermercati con accaparramento massiccio di generi alimentari spiega poi l’idiozia di tanta gente che risente di fobie e di fenomeni di isterismo collettivo.

Se qualcuno vuol farci credere che le responsabilità di scelte politiche sconsiderate siano da addebitare al presidente Conte, dimenticando gli scandali e la corruzione in campo sanitario, il becero clientelismo dei vecchi partiti, i tagli al numero dei posti letto e la riduzione degli organici negli ospedali, con un modus operandi delle istituzioni rivolto non alla qualità del servizio ma esclusivamente alla riduzione della spesa sanitaria, è fuori strada ed è bene ricordare che certe polemiche sterili e di bottega lasciano, oggi più che mai, il tempo che trovano.

Dott. Paolo Caruso -Palermo

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