Sono figlio di un carabiniere e sono orgoglioso di esserlo. Con queste parole padre Giovanni Filesi ha iniziato la sua omelia nel salone dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri di Ragusa dove, alla presenza del Comandante Provinciale Col. Carmine Rosciano, del Presidente dell’ANC Cav. Enzo Buccheri, del Maresciallo Ezio Mancini Comandante della Stazione Ragusa Principale e numerosi altri invitati tra cui i rappresentanti delle Associazione della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, della Guardia di Finanza, insieme a molti altri colleghi con le loro famiglie hanno presenziato alla SS. Messa in occasione della consegna della tessera di Socio Onorario a quasi cinque anni dalla scomparsa del padre Salvatore.
“Nella vita ho avuto tre famiglie- ha sottolineato padre Filesi- nella sua omelia, la prima quella dei miei genitori, la seconda l’Arma dei Carabinieri e la terza quella ecclesiastica, da queste ho ricevuto una formazione completa con un percorso non facile ma soddisfacente”. Qualche giorno prima mi confidava la sua gioia incontrare gli anziani colleghi e amici di suo padre, i quali si sono ricordati del figlio a testimonianza del grande affetto, che al di là della disciplina, impegno e dedizione che caratterizza l’ambiente dell’Arma, risaltano il coraggio, la generosità, la fedeltà e lo spirito di sacrificio come ampiamente ricordato da padre Filesi nel citare l’atto eroico del vice brigadiere Salvo D’Aquisto, Medaglia d’Oro per avere salvato un gruppo di civili durante un rastrellamento delle truppe naziste. Oggi proposto per la beatificazione.
“Fare il carabiniere è una scelta di vita- ha affermato il Colonello Rosciano, nel suo intervento- piena di rischi ma anche di gratificazioni come quella di oggi nel consegnare la tessera di socio onorario, al figlio di un valente carabiniere nel quale si perpetua “la fedeltà”. Ai nostri giorni, molti punti in comune ci accomunano con la Chiesa, rivolto a don Giovanni, la solidarietà, il martirio, la moralità, l’adesione totale, così nella Chiesa come nell’Arma.
In un breve intervento l’Avv. Gisella Scollo, figlia del vice brigadiere dell’arma in servizio a Ragusa, emozionata dalle parole di quelli che l’avevano preceduta, ha tratteggiato la figura della donna ai nostri giorni chiedendosi se le nostre leggi la supportano quando essa è violentata, maltrattata, abusata o psichicamente annullata. “Ci aspettiamo molto da una cultura migliore, inclusiva in cui la bellezza e l’amore siano le uniche leggi che regolano i rapporti umani”. Dopo i ringraziamenti del Presidente dell’ANC Enzo Buccheri, al quale sono andati i complimenti per l’organizzazione e la tematica dell’ennesimo evento, un brindisi ha concluso l’incontro.
Giuseppe Suffanti
Foto : Laura Moltisanti



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