avis ragusa

Postato in data 24 Aprile 2016 Da In Società

QUALE VOLONTARIATO PER I GIOVANI ?

Amava ripetere Giorgio Ceriani Sebregondi, uno dei personaggi di spicco della ricerca sociale in Italia che bisogna “continuare a cercare per continuare a capire la società italiana” .

Con questo convincimento come Avis comunale di Ragusa, incontrando i giovani studenti del penultimo anno degli istituti medi superiori della città il14 febbraio del 2014, abbiamo somministrato un questionario per conoscere chi sono i nostri giovani, cosa vogliono, come pensano solidarietà e volontariato.

Lo studio redatto dalle dr.sse Stefania e Rosaria Lisi dell’Ist. di Gestalt Therapy di Ragusa ci ha regalato un affresco del rapporto tra giovani iblei e volontariato, descrivendone l’ atteggiamento oscillante tra le due polarità dell’impegno e della disaffezione.

Dal loro rapporto è emersa una sostanziale simmetria tra i nostri giovani e i loro coetanei che vivono in altre regioni del “bel paese:”: dimensione individualistica dell’approccio al volontariato; propensione ad un impegno non strutturato in seno ad associazioni con una organizzazione “leggera”, che non ne vincoli il tempo (risorsa sempre insufficiente) in modo rigido e totalizzante.

Secondo gli ultimi due rapporti “I.A.R.D.” sulla condizione giovanile in Italia, infatti, i giovani italiani non sono emarginati o sradicati, ma in perfetta sintonia con il loro tempo, anzi le tendenze che si manifestano nelle classi di età prese in considerazione (dai 15 ai 34 anni) si diffondono in tutta la popolazione italiana. I dati raccolti dal Rapporto Giovani, promosso dall’Istituto Toniolo con Fondazione Cariplo e Università Cattolica, sembrerebbero scoraggianti ma non tutti sono d’accordo, come la professoressa Elena Marta docente di psicologia sociale e di comunità all’Università Cattolica di Milano, la quale sostiene che: “Abbiamo categorie vecchie. Bisogna fare nuove domande, chiedere le cose in modo diverso, altrimenti resta fuori tutto il volontariato informale e non penso solo a ciò che passa da internet. Restano fuori l’educatore d’oratorio, i volontari dei tanti festival che da questo punto di vista hanno appassionato un numero imprevedibile di giovani volontari, l’impegno civico per l’ambiente, la raccolta differenziata, i Gas“.

“La novità ulteriore” precisa la professoressa “è che attraverso questo tipo di impegno l’azione sociale diventa un habitus, un modo di essere nella vita quotidiana”. Infatti il sentire del giovane ragusano, come emerso dal questionario, è di un impegno di tipo personale che non ritiene di andare oltre la donazione.

Nella ricerca in commento è affiorato, peraltro, il “recupero” del modello di riferimento genitoriale; i figli del terzo millennio sembrano voler somigliare ai genitori, a differenza di qualche generazione fa che nella ricerca della autonomia e della propria individualità praticava riti emancipativi a volte traumatici e laceranti.

A nessuno sfugge certo la decisività e la strategicità delle politiche associative per i giovani e, soprattutto dei giovani, per il futuro non solo dell’associazionismo, ma più in generale delle nostra comunità, perché a loro bisogna guardare per continuare a fecondare il terreno della speranza, della promessa, del sogno, nella società della paura, della minaccia, della disperazione.

Da sempre il volontariato è uno strumento di lettura e di ascolto “attivo” della comunità, una pratica di democrazia partecipata che concorre (o dovrebbe concorrere) con gli amministratori locali e le altre agenzie pubbliche e private del territorio a censire domande, bisogni, aspettative per co-progettare, co-promuovere, co-realizzare risposte, sviluppo, futuro.

Come dire che il “sociale” ha una sua insopprimibile “politicità” e che il volontariato genera storia e relazione di comunità, genera umanizzazione.

Ci piace chiudere queste brevi note con un ammonimento di Papa Paolo VI, che suona oggi – nella stagione della rottamazione- come una raccomandazione ad un sereno confronto intergenerazionale: “Fate sapere ai giovani che il mondo esisteva prima di loro e rammentate agli adulti che il mondo esisterà anche dopo di loro“.

Giovanni Scifo

Etichette: ,

Relativo a