In riferimento alla notizia pubblicata nelle ultime ore su un presunto caso di
ritardata prenotazione di una colonscopia, le verifiche eseguite dall’ASP di
Ragusa consentono di escludere che il caso descritto sia riconducibile al
programma di screening oncologico aziendale per il colon retto.
Nell’ambito di tale percorso, il campione processato è uno, mentre nella
vicenda riportata si fa riferimento a tre prelievi: elemento che conferma come
l’accertamento sia stato effettuato al di fuori delle procedure standard
promosse dall’Azienda. Va inoltre precisato che, in presenza di un esito
positivo maturato all’interno del programma di screening aziendale, il
paziente viene preso in carico direttamente dai servizi competenti e
richiamato per i successivi approfondimenti, senza necessità di rivolgersi al
medico prescrittore per l’emissione di una ricetta di colonscopia.
L’ASP ricorda inoltre che, nei casi in cui il medico prescrittore indichi per il
primo accesso una precisa classe di priorità, il cittadino può richiedere
l’attivazione dei percorsi di tutela previsti dalla normativa vigente, così da
consentire l’esecuzione della prestazione entro i tempi istituzionali. Nel caso
di specie, che prevedeva una classe di priorità “breve”, tale procedura
avrebbe potuto essere richiesta e attivata secondo le modalità previste.
REDAZIONE

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