Postato in data 28 Ottobre 2025 Da In Salute

NUOVE SCOPERTE SULLA SCLEROSI MULTIPLA: BIOMARCATORI E DIAGNOSI PRECOCE

Innovazioni nella ricerca per identificare la sclerosi multipla prima dei sintomi

Scoperte Recenti sulla Sclerosi Multipla

Recenti studi scientifici hanno rivelato segnali proteici nel sangue che potrebbero fungere da indicatori precoci della
sclerosi multipla (SM), fino a sette anni prima della manifestazione dei sintomi clinici.
Questa scoperta rappresenta un passo fondamentale nella lotta contro una malattia autoimmune cronica e attualmente incurabile,
in cui il sistema immunitario attacca il cervello e il midollo spinale. La sclerosi multipla può causare una serie di problematiche debilitanti,
tra cui difficoltà nella memoria, nella mobilità, nella visione, nell’umore e nel controllo del dolore.
Spesso, quando i sintomi diventano evidenti, la malattia è già in uno stadio avanzato, rendendo cruciale la diagnosi precoce.

Innovazioni nella Ricerca sulla Sclerosi Multipla

Un team di ricercatori dell’Università della California a San Francisco (UCSF) ha condotto uno studio innovativo che ha rivelato segni di danni cerebrali anni prima della comparsa dei sintomi.
Questo intervallo temporale potrebbe rivelarsi fondamentale per l’implementazione di trattamenti e supporti tempestivi.
“Riteniamo che il nostro lavoro possa aprire nuove strade per la diagnosi, il monitoraggio e potenzialmente il trattamento della sclerosi multipla”,
ha dichiarato il neurologo Ahmed Abdelhak dell’UCSF. “Potrebbe rappresentare un punto di svolta nella nostra comprensione e gestione di questa malattia”.

Analisi dei Campioni di Sangue

Nell’ambito della ricerca, il team ha esaminato campioni di sangue provenienti da personale militare statunitense, di cui 134 individui hanno successivamente sviluppato la sclerosi multipla.
Sono state analizzate oltre 5.000 proteine per identificare eventuali modelli precoci significativi in questo specifico gruppo.
I risultati hanno mostrato un aumento marcato dei livelli di glicoproteina oligodendrogliale della mielina (MOG)
in media sette anni prima dell’insorgenza dei sintomi. Poiché la MOG svolge un ruolo cruciale nella protezione delle fibre nervose,
questa scoperta suggerisce che i meccanismi di difesa del sistema nervoso sono già sotto attacco molto prima che la malattia si manifesti clinicamente.

Biomarcatori e Danni al Sistema Nervoso

In aggiunta, circa sei anni prima della comparsa dei sintomi, è stata osservata un’aumento della catena leggera di neurofilamenti (NfL),
un biomarcatore noto per indicare danni al sistema nervoso. Questo suggerisce che la malattia inizia a compromettere prima le strutture protettive del sistema nervoso,
per poi colpire direttamente i nervi stessi. Un’altra proteina che ha mostrato un incremento significativo in fase precoce è l’interleuchina-3 (IL-3),
un messaggero chimico che gioca un ruolo fondamentale nel reclutamento delle cellule immunitarie nelle aree del corpo colpite dalla sclerosi multipla.

Prospettive Future nella Diagnosi della Sclerosi Multipla

Combinando i dati di 21 proteine che hanno mostrato i cambiamenti più significativi, i ricercatori sono fiduciosi di poter sviluppare un test del sangue in grado di segnalare la presenza di sclerosi multipla in fase presintomatica.
“Proponiamo un pannello di biomarcatori proteici che potrebbe aiutare a distinguere i pazienti presintomatici con SM dai soggetti sani, in attesa di ulteriori validazioni in studi futuri”,
hanno scritto gli autori nel loro articolo pubblicato.

Importanza di Ulteriori Studi

Tuttavia, è fondamentale sottolineare che ulteriori studi saranno necessari per confermare questi risultati.
I test sono stati condotti su un campione relativamente ristretto di reclute militari, pertanto è essenziale raccogliere dati da gruppi più ampi e diversificati.
La progressione della malattia non è uniforme e varia da individuo a individuo. Oltre a fornire strumenti per una diagnosi precoce,
questa ricerca offre anche preziose informazioni sulla tempistica della sclerosi multipla, rivelando quali tipi di danno si verificano per primi e in che modo.
Questo potrebbe portare a una migliore identificazione dei fattori di rischio associati alla malattia e, potenzialmente, a strategie per bloccare la sua progressione anni prima della diagnosi tradizionale.
“Ora sappiamo che la sclerosi multipla inizia molto prima della manifestazione clinica, creando la concreta possibilità che un giorno potremmo prevenire la malattia o,
almeno, utilizzare le nostre conoscenze per proteggere le persone da ulteriori danni”, ha affermato il neurologo Ari Green dell’UCSF.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Medicine, segnando un importante passo avanti nella comprensione e nella gestione della sclerosi multipla.

REDAZIONE

Diego D’Assolti- SCIENZE E NOTIZIE

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