Postato in data 22 aprile 2021 Da In Spettacoli

IL “CANTO” DEL GRILLO di Paolo Caruso

In una Italia ancora in piena pandemia, con le difficoltà della campagna vaccinale che tarda a decollare, in un momento di estrema emergenza economica, si assiste da qualche giorno al processo mediatico a Beppe Grillo, che con il suo video sui social del tutto fuori luogo e inopportuno in difesa del figlio presunto stupratore, ha offerto il fianco alle critiche di tanti squallidi personaggi e alla Boschi di intervenire e  rifarsi così una “verginità” morale. Il presunto stupro per il quale è in corso una indagine giudiziaria, ha scatenato un polverone e uno sciacallaggio politico mediatico, mettendo in risalto quanto l’ipocrisia e la bassezza degli uomini alberghi nei palazzi del potere, oscurando la vergogna del reintegro dei vitalizi  ai tanti parlamentari condannati per gravi reati e dalla fedina penale tutt’altro che pulita.

In una faccenda privata, ripugnante qualora fosse accertata, che riguarda esclusivamente i presunti colpevoli, la presunta parte offesa, le rispettive famiglie, e gli organi giudiziari, e non sicuramente il circo mediatico e la politica che mostrano il vero volto dell’ipocrisia servili come sempre, con il solo scopo affaristico, ad esclusivi interessi di parte.

Così i paladini e interpreti di una giustizia a fasi alterne, dal giustizialismo di comodo al garantismo di facciata, precorrono i tempi di una eventuale condanna finale e nello stesso tempo dimostrano quanto infame e pretestuoso sia il loro comportamento nei confronti del cofondatore del M5S. E come spesso accade tutte le nefandezze o presunte tali vengono a convenienza ingigantite o anestetizzate sapientemente dai media così che il popolo venga assalito da dubbi e avvolto poi da una forma di amnesia collettiva.

Sulla vicenda Grillo, dai pentastellati solo un silenzio imbarazzante, non una parola, se non quella del capo in pectore, Giuseppe Conte, che anche se vicino al grido disperato di un padre, non può disconoscere e essere vicino al dolore della ragazza offesa e a quello della sua famiglia. Certo da Uomo e da Uomo di legge quale è non può che confidare sul normale corso della giustizia.

Parole equilibrate e di buon senso che stonano con il perbenismo di facciata e il falso moralismo espressi dai rappresentanti della politica nostrana che probabilmente non sanno cosa significhi né il dolore e la reazione scomposta di un padre né riescono a percepire fino in fondo lo stato d’animo umano  violentato e offeso della ragazza. Quello che conta oggi per la politica e per i media non è particolarmente il caso tragico in se di uno stupro vero o presunto, ma colpire solamente il fondatore del movimento 5S e la sua creatura politica.

Dott. Paolo Caruso

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