Postato in data 24 Ottobre 2024 Da In Politica

C’E’ UNIONE EUROPEA?

Chi vuole la testa di Ilaria Salis? Sicuramente il magiaro Orbán che ha subìto dalla Stessa in piena assemblea UE accuse gravi di esercizio dispotico del potere nella sua Nazione e che non ha rinunciato affatto al suo atto persecutorio nei confronti della rappresentante italiana. In verità anche all’osservatore superficiale appare che il dittatore non conosca i principi basilari della democrazia.

Ora, per vendicarsi della denunciante, vuole che il Parlamento europeo le ritiri la “immunità” acquisita con la elezione a deputata. La Salis si difende, opponendo la sua innocenza, provata da “mancanze di prove” di un suo coinvolgimento nei fatti che le sono addebitati. Quindici i mesi di detenzione preventiva, nelle mefitiche e maleodoranti celle del carcere di Budapest dove i topi e gli scarafaggi circolano indisturbati nel loro “habitat”, non bastano al Presidente della “Democratura”ungherese.

I trattamenti denunciati? Oggi non riservabili neppure agli animali e, fu sotto gli occhi di tutti, l’ingresso della imputata in tribunale per il “processo farsa”, con catene, lucchetti e guinzaglio fino al collo, trattata come bestia feroce indomabile. Spettacolo che fa vergogna, a chi lo ha orchestrato. Disumanità e disprezzo della dignità della persona, sono il messaggio inviatoci. Con il protervo Orbán canta la Lega in salsa italiana.

Congenita è la miopia che le consente di guardare solo nel proprio orticello. Perciò la rivendicazione, pronta per il baratto! Come Salvini, giudicato per i migranti lasciati in mare, anche la Salis deve essere condannata per un reato di cui la stessa si dichiara innocente e gli stessi “offesi” la scagionano. Perseguitata per un pensiero di ideologia politica diverso. Europa “arlecchina”? Ma i colori diversi non fanno folklore, denunciano piuttosto divisioni interne, insanate e rese insanabili dai Sovranismi egocentrici, in un corpo incapace di integrare le sue membra.

Si assiste così miseramente alle reciproche accuse e rivendicazioni, come “stracci in faccia”, nelle sedute di Bruxelles e di Strasburgo, dando estro per l’irrisione a chi la vuole inesistente. Mi chiedo: quando questa Europa si potrà dire “Una” , come pretende la sigla che la semplifica “UE”?

Dott. Paolo Caruso

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