Sos Telefono Amico Italia: tremila richieste di aiuto nei primi sei mesi del 2025. La testimonianza dello psichiatra Maurizio Pompili
Sos suicidi. E’ stato presentato un disegno di legge per potenziare gli strumenti di prevenzione, offrire sostegno a chi è in difficoltà e garantire ascolto a chi vive questa sofferenza e ai loro familiari. Migliorare la consapevolezza sul suicidio e rafforzare le misure di prevenzione significa, infatti, salvare vite. “La possibilità di prevenire i suicidi è confermata dalle evidenze scientifiche”, afferma il professor Maurizio Pompili, ordinario di Psichiatria alla Sapienza di Roma. “Il punto centrale dal quale è fondamentale partire è la piena consapevolezza che gli individui a rischio di suicidio, in realtà, non vorrebbero affatto morire, vorrebbero soltanto che il loro dolore mentale, diventato insopportabile, venisse alleviato”, aggiunge il direttore della Unità operativa complessa di Psichiatria presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma. La prevenzione del suicidio, quindi, “è possibile e il primo passo è riconoscere questa sofferenza e impegnarsi per alleviarla”. Prosegue lo psichiatra: “Nei momenti di crisi l’intervento di operatori della salute mentale è fondamentale. Ma anche le helpline rivestono un ruolo cruciale. Sapere di avere la possibilità di chiamare, in qualsiasi momento, un interlocutore sensibile rappresenta, per chi vive un momento di difficoltà, un aiuto fondamentale per ritrovare la connessione con le proprie parti vitali e far riemergere la volontà di andare avanti“.
Sos suicidi
Evidenzia il professor Pompili “Esistono tre tipi di prevenzione del suicidio. E cioè la prevenzione primaria che riguarda la consapevolezza sul tema del suicidio a livello delle collettività generale. La prevenzione secondaria che riguarda i gruppi che potrebbero essere esposti maggiormente al fenomeno. La prevenzione terziaria, relativa a quanti sono entrati già in contatto con l’esperienza suicidaria. A ciascun livello corrispondono diversi interventi e diversi interlocutori. Ma sono tutti fondamentali per prevenire un fenomeno così d’impatto nell’ambito della salute pubblica. Formazione e sensibilizzazione sono cruciali, perché più rendiamo gli operatori e la collettività consapevoli della problematica suicidaria, più stiamo lottando per ridurre questo fenomeno. In ogni ambito della società deve essere chiaro il messaggio che, se si è in crisi e si sperimenta il desiderio di morire, la possibilità di essere sostenuti esiste“.

Richieste di aiuto
Telefono Amico Italia ha presentato in Senato gli ultimi dati sulle richieste di aiuto ricevute da persone attraversate dal pensiero del suicidio (oltre 6.700 nel 2024 e già più di 3.000 nella prima metà del 2025). E ha chiesto un piano nazionale integrato per la prevenzione e l’istituzione di un numero di pubblica utilità attivo h24 per contrastare questa “emergenza invisibile”. Un numero che fa presagire, anche per il 2025, un bilancio annuale altrettanto grave. Sono i dati forniti dall’organizzazione di volontariato che è attiva da oltre 60 anni attraverso una helpline anonima e gratuita offre ascolto e supporto a chi vive momenti di difficoltà o malessere emozionale. In Italia, mediamente, ogni giorno si tolgono la vita 10 persone, oltre 300 al mese. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il fenomeno è in costante crescita: il tasso registrato negli ultimi due anni analizzati dall’istituto di ricerca (0,40 suicidi ogni 10mila abitanti) è il massimo osservato dal 2015. In particolare, nell’anno più recente monitorato, il 2022, sono stati registrati 3.934 suicidi; nel 2021 erano stati 3.870 e nel 2020 3.748. In particolare, nel 2022 c’è stato un incremento di casi di suicidio in quasi tutte le fasce di età, tranne quella 65-79 anni.
Ascolto
Tra i più giovani, l’ulteriore incremento registrato tra il 2021 e il 2022 ha fatto seguito ad un aumento molto rilevante osservato tra il 2020 e il 2021 (+16%). Nell’ultimo anno analizzato sono stati rilevati complessivamente 552 suicidi di giovani con età compresa tra i 15 e i 34 anni; 1.927 suicidi di adulti con età compresa tra i 35 e i 64 anni e 1455 casi di suicidio tra gli over 65. Tuttavia, l’Italia attualmente non dispone né di un piano nazionale integrato per la prevenzione del suicidio né di un sistema di monitoraggio in tempo reale. E proprio questa è la richiesta di Telefono Amico Italia: mettere in atto azioni concrete per prevenire il fenomeno dei suicidi, a partire dall’ascolto in tutti i settori. Nello specifico, Telefono Amico Italia propone: l’istituzione di un numero di pubblica utilità 24/7 per la prevenzione del suicidio l’avvio di un Piano Nazionale con azioni coordinate tra scuola, sanità, lavoro e forze dell’ordine; una campagna nazionale anti-stigma e informativa; protocolli clinici nei pronto soccorso e nei centri di salute mentale per identificazione precoce, valutazione, gestione e follow up delle persone affette da comportamenti suicidari e il coinvolgimento delle realtà del Terzo Settore nei tavoli decisionali in modo che possano mettere a disposizione l’ampio bagaglio esperienziale costruito in decenni di relazioni dirette con persone che hanno tentato il suicidio, che sono state attraversate da pensieri suicidari o che hanno subito dei lutti a causa del suicidio.

Prevenire i suicidi
“Vogliamo rompere lo stigma sociale sul suicidio, che porta a non affrontare questo argomento, che lo trasforma in un tabù di cui non si può parlare – puntualizza Cristina Rigon, presidente Telefono Amico Italia – La prevenzione è, invece, possibile e doverosa. Per renderla reale dobbiamo, innanzitutto, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di azioni strutturate e coordinate per contrastare il fenomeno. Noi, grazie al supporto di 600 volontari, al momento riusciamo a garantire 14 ore di supporto telefonico al giorno attraverso la nostra helpline, ma le richieste di aiuto continuano ad aumentare e da soli non riusciamo a gestire questa emergenza, abbiamo bisogno di sostegno”. I dati di Telefono Amico Italia rivelano un’emergenza sociale spesso invisibile e marginalizzata per tabù e paure ingiustificate. È urgente rompere il silenzio e migliorare la capacità del Paese di prevenire il fenomeno. Sono state oltre 6.700 le persone che nel 2024 hanno chiesto aiuto a Telefono Amico Italia perché preoccupate del suicidio, proprio o di un caro, e oltre 3.000 nei primi 6 mesi del 2025. La maggior parte di loro, il 69%, ha contattato l’organizzazione attraverso il servizio telefonico, che risponde tutti i giorni dalle 9 alle 24 al numero 02 2327 2327. Gli altri lo hanno fatto attraverso WhatsappAmico (il 23%) al numero 324 011 7252 e via mail (l’8%), attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.
Emergenza
Nel complesso hanno contattato Telefono Amico Italia per problemi legati al suicidio più uomini (52,5%) che donne. Gli uomini rappresentano la maggioranza anche nell’utilizzo del telefono (56%), al contrario, le donne preferiscono Whatsapp (55%). Uomini e donne usano invece in egual misura lo strumento email. Mentre nelle richieste d’aiuto che non riguardano il suicidio nell’utilizzo dei tre diversi mezzi di ascolto si riscontrano differenze legate all’età – con i più adulti che preferiscono il telefono e i giovani che usano maggiormente le forme di contatto scritte – nel caso di quelle legate al suicidio si assottigliano le differenze, con le fasce d’età più giovani che emergono come maggioritarie in tutti gli strumenti. Hanno, infatti, telefonato in maggioranza persone tra i 26 e i 35 anni (26%), tra i 36 e i 45 (16,5%), tra i 19 e i 25 (16%); hanno usato Whatsapp soprattutto persone tra i 26 e i 35 anni (27%), tra i 19 e i 25 (26%) e tra i 15 e i 18 (16,5%); infine hanno scritto per email in particolare persone tra i 19 e i 25 anni (21%) e tra i 26 e i 35 anni (17%).
REDAZIONE
Fonte Interris- Giacomo Galeazzi

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