In corteo anche il “Sudario della memoria” realizzato dagli studenti di Pozzallo con i nomi dei 18.500 bambini morti a Gaza. Una rete di associazioni, enti e scuole per ribadire i valori della convivenza tra i popoli.
Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, Comiso ricorda i giorni delle manifestazioni per la pace che all’inizio degli anni 80 caratterizzarono la vita della cittadina con le mobilitazioni e le manifestazioni che si svolsero per dire no all’installazione di 112 missili nucleari Cruise nell’ex aeroporto “Vincenzo Magliocco”, poi divenuto base della Nato.
Quarantacinque anni dopo, il comitato “Comiso cantiere per la pace” vuole ricordare la storia di quegli anni per farla diventare assunzione di responsabilità nel presente. Al Comitato in pochi mesi hanno dato la loro adesione oltre un centinaio di persone.
Oggi, in uno scenario internazionale preoccupante, carico di pericoli e di incertezze, in cui i venti di guerra e la violenza brutale minacciano le sorti dell’umanità, il Comitato torna a parlare e proporre azioni e cammini di pace.
Sabato 10 ottobre, alle 17,30, al Teatro Naselli di Comiso, si svolgerà il convegno “Un cantiere per la pace. Tra memoria e presente”. In programma, una rilettura degli eventi degli anni 80 ed un’analisi della situazione attuale oltre a testimonianze e proposte.
Domenica 11 ottobre, si svolgerà il “Cammino per la pace”. I partecipanti si raduneranno nell’area antistante l’ingresso dell’ex Base Nato di Comiso. La partenza del corteo è prevista alle 9,30. Il corteo “Cammino per la pace” percorrerà simbolicamente le strade della memoria affinché “La Pace faccia più rumore della guerra” e si concluderà in piazza Fonte Diana.
In testa al corteo sfilerà il “Sudario della Memoria”, realizzato dagli studenti dell’Istituto superiore “Giorgio La Pira” di Pozzallo, una tela bianca di 70 metri dove hanno scritto i nomi degli oltre 18.500 bambini uccisi a Gaza.
Sono state invitate associazioni, enti e singoli cittadine/i. Alla manifestazione hanno già dato la propria adesione numerose istituzioni civili e religiose, gruppi, associazioni, scuole ed enti del territorio.
Il Comitato “Comiso cantiere per la Pace”, sorto alcuni mesi fa, di recente ha nominato come coordinatore Giovanni Cannata, vice coordinatrici Monica Giampiccolo e Giovanna Scifo, tesoriere Gabriele Vaccaro e segretario Biagio Battaglia.
«L’11 ottobre 1981 – spiega Gabriele Vaccaro – è una data importante che resta nella storia della nostra terra. Si manifestò contro l’installazione dei 112 missili Cruise nell’ex aeroporto “Vincenzo Magliocco”. La manifestazione, con più di 30.000 persone, rese visibile l’impegno del movimento pacifista internazionale. I missili furono operativi da giugno1983 e vi rimasero fino al marzo 1991, quando vennero dismessi grazie agli accordi Usa -Urss. Oggi riprendiamo con nuove motivazioni in un tempo segnato dai venti di guerra. L’auspicio è che non si viva un evento isolato, ma ma si avvii un percorso per realizzare un protagonismo collettivo e dal basso, sul territorio, creando spazi dove ci si può riconoscere ed agire per la pace, la giustizia sociale ed ambientale».
«Il nostro obiettivo – spiega Giovanni Cannata – è avviare in modo permanente un “Cantiere” che elabori progetti di educazione alla pace, promuova eventi di integrazione sociale, di dialogo tra le culture e le religioni. Nei nostri obiettivi c’è anche l’attenzione alle fragilità sociali ed economiche. Un’attenzione particolare alla situazione internazionale ed alla terza guerra mondiale a pezzi di cui ha parlato Papa Francesco. Vogliamo assumerci le responsabilità che ci vengono consegnate dal passato, consapevoli e fiduciosi che insieme possiamo farcela, mettendo tutto il nostro impegno per costruire un futuro che è nelle nostre possibilità. Lo faremo lavorando “in rete” con le altre associazioni e organizzazioni nazionali e internazionali che già da anni operano e si impegnano con queste finalità. Numerose sono già le adesioni e domenica 11 ottobre inizieremo tutti insieme a Comiso il “Cammino per la Pace”».
«Vogliamo lavorare – aggiunge Franco Zanotti, uno dei fondatori del Comitato – con altre realtà del territorio che abbiano gli stessi obiettivi, con iniziative che partano dal basso, dalla gente, dalle associazioni, da chi da tanti anni vive e opera nei territori anche per la custodia dell’ambiente e del creato».
REDAZIONE


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