Buon compleanno!
Ha cambiato gli Italiani culturalmente e nelle abitudini. Li ha anche omologati. Quel 3 gennaio 1954 la videro per la prima volta con grande stupore, Sostituí da subito il camino o il braciere attorno al quale si stava la sera di inverno a convivialità. Aggregava i vicini di casa, perché era solo la signora della porta accanto che se la poteva permettere e tutti i vicini con le sedie a corredo si chiedeva ospitalità per guardare, la sera, quel programma che interessava: “Rischiatutto” il giovedì con Mike Bongiorno o “Campanile sera” con “Tortora, o” il Musichiere” con l’eccellente Mario Riva, o assistere alle serie come “l’Isola del Tesoro” di Dyckens.
Non ci si preoccupava se si creava disturbo alla privacy del vicino, anche perché spesso si era come parenti. Poi in una economia fluida e espansiva i prezzi dei televisori divennero popolari e facendo compagnia al frigorifero e alla lavatrice occuparono le case degli italiani.Senza disconoscere i meriti a Guglielmo Marconi, inventore della Radio, la Televisione diventava più intrigante: c’era lo spettacolo. Ricordo le Commedie di autori come Pirandello o Eduardo De Filippo, del martedi, che arricchivano culturalmente gli italiani Stava cambiando l’Italia, uniformando il Nord, il Centro e il Sud, isole comprese. La fiat sfornava la gloriosa 500 e la topolina che di lì a poco avrebbero invaso le strade del Paese.Così si facevano i primi passi verso la globalizzazione. In tempo reale assistemmo al corteo dei tremilacinquecento vescovi, paludati, mentre l’11 ottobre 1962 entravano in san Pietro per inaugurare il Concilio Vaticano II. Seguimmo in diretta i funerali del papa buono, Giovanni XXIII, e qualche mese dopo quelli di J. F. Kennedy ucciso a Dallas il 22 novembre 1963. Poi i movimenti studenteschi del ’68 e il terremoto del Belice.
La Televisione ci incollò allo schermo la notte del 21 luglio 1969, quando la prima orma umana, quella di Armstrong, si impresse sul suolo lunare. E poi gli infiniti spettacoli di Varietà settimanali, consacravano il Sabato sera, e le dirette di calcio, non più ascoltate alle radioline. E i grandi uomini di spettacolo, Renzo Arbore, Boncompagni, spesso con programmi frivoli ma efficaci ad alleggerire le tensioni. E che dire del “Carosello”, buono per i bambini, destinati subito a nanna, o dello “Zecchino d’oro” che non meno di Sanremo attraeva. Insomma era “Mamma Rai” , che ormai nutriva culturalmente gli Italiani, che fino agli anni Ottanta la accettarono in bianco e nero, mentre quella a colori prese comprensibilmente il sopravvento. La prima volta che la vidi policroma fu veramente spettacolare. Non c’era confronto. Insomma, dire grazie all’inventore è veramente doveroso . La televisione, come la radio e il telefono, hanno aiutato gli uomini a vincere i due limiti, irriducibili per il filosofo Aristotele: lo spazio e il tempo. Ormai si conosce tutto in tempo reale, e il pianeta Terra è diventato un Villaggio, grazie anche alla RAI.
dott. Paolo Caruso

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