Postato in data 16 Settembre 2022 Da In News

SEQUESTRO MILIONARIO PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA ED AUTORICICLAGGIO A RAGUSA E GELA

La Procura della Repubblica di Gela ha concluso, a seguito di indagini delegate e svolte da militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ragusa, una  complessa indagine di polizia economico-finanziaria nel settore del contrasto ai reati  fallimentari ed autoriciclaggio, eseguendo un decreto di sequestro preventivo emesso  dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Gela nei confronti di un  imprenditore agricolo, per un valore complessivo pari a circa 1,5 milioni di euro. 

Le indagini, svolte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di  Ragusa, sono scaturite dalla denuncia di un’organizzazione di produttori agricoli, la  quale aveva rilevato una serie di operazioni anomale tra un proprio socio ed una  azienda di commercializzazione di prodotti ortofrutticoli al dettaglio riconducibile alla  medesima compagine societaria. 

Dagli accertamenti effettuati, caratterizzati dalla disamina di una notevole mole di  documentazione contabile e bancaria, risulta allo stato riscontrato che l’imprenditore  destinatario del sequestro aveva posto in essere reiterate distrazioni di denaro dalle  casse aziendali, attraverso la sistematica interposizione dell’organizzazione di  produttori agricoli di cui era socio in una serie di fatturazioni false finalizzate  esclusivamente al depauperamento di una azienda in fase di decozione finanziaria a  beneficio di un’altra “in salute”, entrambe facenti capo all’indagato. 

Secondo la contestazione provvisoria in fase di indagini preliminari, al fine di liberarsi  di tutti i beni aziendali, l’imprenditore costituiva una nuova società affidata ad una  “testa di legno”, con la quale stipulava un finto contratto di cessione del ramo  d’azienda e, contestualmente, reinvestiva parte delle somme provento di reato nelle  altre attività economiche al medesimo riconducibili. 

Al termine delle attività, oltre al blocco preventivo dei conti correnti in uso all’indagato,  venivano sottoposti al vincolo del sequestro, finalizzato alla confisca, 21 beni immobili  tra terreni e fabbricati ubicati nelle Province di Ragusa e Caltanissetta, nonché quote  societarie riconducibili a 3 diverse società.

di Redazione

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