C’era una volta una bellissima valle attraversata da un corso d’acqua, che correva allegro e felice, a tratti impetuoso, e che seguiva un tracciato impervio e irregolare, producendo deliziose cascatelle. Vicino alle rive c’erano due filari di pioppo tremolo.
Magnifici alberi, alti ed eleganti, con quelle graziose foglioline verde chiaro, sempre pronte ad ondeggiare al minimo alito di vento, e a creare giochi di luce incantevoli. Quell’anno la primavera giunse in anticipo, c’era stata già la fioritura, e i frutti erano pronti a spargere i loro semi piumosi.
All’improvviso l’inverno fece ritorno per il suo ultimo colpo di coda, e venne giù la neve. Su in alto nel cielo, ma proprio tanto in alto, era tutto bianco, i fiocchi nascevano e si lasciavano andare subito sulla terra, non c’era manco il tempo di fare conoscenza fra loro.
Fra tutti i fiocchi ce n’era uno molto riflessivo e curioso, Fiocchino, che aveva scoperto che, temporeggiando, diventava più grande e più bello, si ra-mi-fi-ca-va, tanti cristalli esagonali s’incastonavano fra loro, formando una struttura meravigliosa.
Se n’era stato ad osservare i suoi fratelli, molti dei quali, per la fretta di arrivare (loro non sapevano aspettare, non sapevano che per le cose importanti non bisogna avere fretta!) piccoli e striminziti com’erano si scioglievano subito appena toccavano le foglie del pioppo oppure l’acqua del fiume, o ancora la terra un po’ tiepida.
Invece lui non voleva sciogliersi subito, aveva adocchiato un bellissimo semino di pioppo, Piumino, ancora sull’albero, e voleva conoscerlo meglio, era simile a lui ma diverso. Che spettacolo incredibile vedere i fiocchi di neve e i fiocchi del pioppo danzare contemporaneamente nell’aria!
Si trattava di magia pura!
Fiocchino, quando ritenne di aver raggiunto la dimensione giusta, si lasciò andare, e andò dritto dritto verso Piumino. Si posò delicatamente sui suoi morbidi pelucchi e si parlarono a lungo. Poi ballarono insieme un valzer nell’aria. Ad un tratto Piumino sentì molto freddo e chiese a Fiocchino di accompagnarlo al riparo, dentro la terra. Fiocchino rispose subito di sì, ma con grande fatica, perché invece lui stava sentendo caldo ed era già molto dimagrito.

Lo aiutò a trovare un posticino sicuro fra alcune zolle di terra accoglienti… e poi… si sciolse, e la sua acqua nutrì Piumino, che stanco com’era, si addormentò per un po’. Piumino crebbe, grazie a Fiocchino, e non dimenticò mai quel dolce sapore di neve che non conosceva e di cui mai nessuno gli aveva parlato e custodì quel segreto per tutta la sua vita.
P.S.

Dicono di lei : Gianna Iacono. Brava Paola sei riuscita a mettere, in un breve racconto, tante belle sensazioni che è stata immediata la necessità di sentirle “nostre”.💖

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