Postato in data 29 aprile 2020 Da In Società

UNA SCHEGGIA IMPAZZITA DEL GIORNALISMO ITALIANO

Nella storia repubblicana non si è mai assistito ad un imbarbarimento dell’informazione con critiche spesso gratuite pronte a sfociare nelle offese. Una scheggia impazzita del giornalismo italiano sta riempiendo la cronaca di queste giornate di primavera costellate dal lockdown nel silenzio assordante delle nostre città interrotto dal leggiadro cinguettio degli uccelli. In mezzo a questa nostra solitudine racchiusa all’interno delle quattro mura domestiche ecco riproporsi il solito e annoso confronto carico di vecchi e nuovi pregiudizi tra nord e sud.

Il padano Feltri brillante giornalista di “Libero” sempre al servizio del potere della peggiore destra ha innescato il detonatore mediatico ritenendo, da razzista quale è, le popolazioni del sud inferiori rispetto a quelle del nord e della padania in genere. Dalle pagine di “Libero” ha lanciato i suoi messaggi provocatori carichi di intolleranza anti meridionale, forse condizionati anche dal tasso alcolemico  e dal fisiologico invecchiamento cerebrale. Ma il Feltri giornalista di “Libero” è libero da chi e da che cosa?  Forse di potere liberamente con le sue mascalzonate e con il suo fare rancoroso offendere gli italiani da sud a nord della penisola.

Il Feltri “Homo persecutor” non finisce più di stupirci con i suoi meschini giochi di parole, cambiando ripetutamente il senso stesso del discorso, e cercando di arrampicarsi sugli specchi. L’infierire e l’affondare sadicamente la lama tagliente delle sue parole  sulle piaghe mai sanate del mezzogiorno d’Italia (mafie, povertà, disoccupazione, ignoranza, alto tasso di dispersione scolastica, e lo spiccato senso di arrangiarsi), trovano puntualmente riscontro nel disinteresse della politica e nel silenzio colpevole dei media, signor Feltri compreso, che  sempre hanno taciuto sulle connivenze affaristiche tra politica, imprenditoria padana e mafie (dirottare investimenti anche non produttivi al nord distogliendo risorse economiche al sud del paese, elevati episodi di corruzione, trasporto di materiali tossici in direzione sud, ecc…).

E’ più che mai attuale e sicuramente più sensato allora lasciar perdere le chiacchiere del giornalista padano e ricordare il verso Dantesco della divina commedia “Non ragioniam  di lor, ma guarda e passa”. A buon intenditor poche parole!

Dott. Paolo Caruso

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