Postato in data 15 luglio 2019 Da In Politica

UNA MORATORIA PER LIMITARE LA PRESENZA DEL GIOCO D’AZZARDO A RAGUSA CHIESTA DAL CONSIGLIERE MARIO D’ASTA

“Diciamo basta alle nuove sale da gioco. Serve un segnale chiaro ed incontrovertibile. Il consiglio comunale ha votato a maggioranza, con più di qualche astensione da parte della maggioranza, il mio ordine del giorno, vale a dire una moratoria per limitare in maniera vigorosa i giochi d’azzardo sul territorio comunale”.

Accolta la proposta del consigliere comunale di Ragusa Mario D’Asta che si è rivolto al civico consesso per impegnare il primo cittadino chiedendogli un segnale chiaro e netto. “Dopo che il punto da me proposto è stato votato positivamente – ricorda D’Asta – adesso tocca al sindaco emanare una ordinanza per vietare l’apertura di sale da gioco, sia di quelle tradizionali che di video lottery terminal, localizzati anche oltre cinquecento metri da istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili e ricreativi e sportivi frequentati principalmente da giovani, strutture culturali e istituti bancari.

Il gioco d’azzardo patologico, ne dobbiamo prendere atto, è ormai annoverato come malattia sociale al pari di droga ed alcol ed è caratterizzato da sintomi clinicamente rilevabili come la perdita di controllo del proprio comportamento e la cosiddetta rincorsa alle perdite. Ed è, purtroppo, una patologia che si sta diffondendo sempre di più sul nostro territorio comunale, rappresentando un grave problema di salute pubblica che colpisce tutte le fasce sociali, in particolar modo quelle più deboli e più svantaggiate economicamente e culturalmente.

E’ un fenomeno che dobbiamo porre sotto attenzione nella maniera adeguata. E il Comune di Ragusa ha l’obbligo di dare una stretta all’incontrollata crescita dell’offerta di gioco in denaro che contribuisce ad alimentare l’incremento esponenziale delle ludopatie. Una patologia che, come dimostrato, può portare alla rottura di legami familiari, alla compromissione della posizione lavorativa e sociali oltre, nei casi più estremi, ad alimentare il fenomeno dell’usura”.

D’Asta sottolinea la necessità di predisporre un’ordinanza che, nel caso di mancato rispetto, porti a sanzioni amministrative pecuniarie oltre alla sospensione dell’attività in caso di recidiva. “Un primo passo – conclude – è stato fatto, il secondo sarà un regolamento che proporrò per affrontare il problema sul piano strutturale”.

 

La Redazione

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