Postato in data 1 marzo 2021 Da In Società

UNA INFORMAZIONE SERVILE, IL MALE OSCURO DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA di Paolo Caruso

L’informazione ha rappresentato e rappresenta l’anima vitale del pensiero democratico di una nazione, ma purtroppo come spesso accade nel nostro Paese, questa viene distorta a pura disinformazione e ridotta a semplice attività commerciale, strumento di manipolazione del libero pensiero e manovratore occulto soprattutto delle scelte dei cittadini in ambito politico.

Il servilismo dottrinale di certa stampa, l’assoluta marginalità e spregiudicatezza partigiana della informazione, le colpevoli omissioni, fanno si che la mancanza di credibilità e la conseguente disaffezione dei cittadini ha raggiunto nel corso degli anni un indice elevato di negatività, riscontrabile nella marcata riduzione della vendita dei giornali e anche nella crisi irreversibile dell’editoria, che ormai concentrata nelle mani di una ristretta cerchia di imprenditori, resta in vita grazie al conflitto di interessi e alle elargizioni pubbliche non indifferenti e neppure disinteressate di certa politica.

Una corretta e obiettiva informazione in antitesi con quella attuale offerta dai media, ricca di fake news e di verità distorte, sarebbe musica per le nostre orecchie, un miraggio lusinghiero per i nostri occhi, oltre che un viatico necessario per le nostre coscienze e per la nostra democrazia.

La rete, i social non possono sostituire i canali informativi tradizionali in quanto non riescono a raggiungere per ovvi motivi tutti i cittadini, un dato questo di sicuro da non sottovalutare. La politica da par suo anche nell’ammucchiata partitocratica di questo governo Mattarella-Draghi, cosiddetto dei “migliori”,  ha confermato quanto importante sia il controllo dei mezzi d’informazione, dando la delega sull’editoria al sottosegretario Moles, uomo di forza italia, cofondatore del partito azienda di Berlusconi.

Se poi a questo si aggiunge la delega alla giustizia a sottosegretario del forzista Francesco Paolo Sisto, il super falco garantista berlusconiano doc, suo difensore nel processo per le escort, paladino delle leggi ad personam e della battaglia contro la legge Severino, senza che da parte dei media sia stata sollevata alcuna critica o un iniziale disappunto, allora si comprende quanto la crisi dell’informazione italiana legata alla sua scarsa libertà di espressione sia arrivata ad un punto di non ritorno occupando la maglia nera nella apposita classifica internazionale.

Non si è mai assistito nella storia repubblicana d’Italia, come in questi ultimi trent’anni con l’ascesa politica del pluripregiudicato di Arcore, ad un asservimento totale e ad un imbarbarimento  dell’informazione che sanno profondamente di viscido servilismo nei confronti di un potere sempre più in conflitto di interessi e pronto a diffondere il verbo delle insinuazioni e il dubbio dell’evidenza.

Soltanto con una seria riforma dell’editoria non più gravata da conflitti di interessi si potrà dare spazio a quegli aneliti di libertà, oggi presenti in certo giornalismo minoritario, e realizzare concretamente una vera e trasparente informazione fondamento portante di una sana democrazia.

Dott. Paolo Caruso

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