Pippo Suffanti

Postato in data 19 gennaio 2017 Da In Leditoriale

UN TRIO TUTTO ITALIANO AI VERTICI DELL’EUROPA

Tajani, Draghi, Mogherini, da oggi, rappresentano le tre eccellenze italiane in campo Europeo.

Al di là di qualsiasi colore politico o posizione nei confronti dell’Europa , possiamo essere soddisfatti che tre Italiani siano alla guida di importanti istituzioni europee.

Antonio Tajani  Presidente del Parlamento Europeo – nato a Roma, 64 anni, sposato con due figli, laureato in Giurisprudenza, venne eletto per la prima volta europarlamentare nel 1994.

Eletto presidente della delegazione di Forza Italia confluisce subito dopo nel gruppo del PPE. Dopo un percorso di parlamentare che lo ha visto protagonista in tante battaglie politiche con alterne fortune oggi, candidato dal PPE è stato eletto  alla quarta votazione al vertice dell’Europa.

Il presidente del Parlamento uscente Martin Schulz, durante il passaggio di consegne formale al Parlamento europeo di Strasburgo, ha avuto parole di apprezzamento nei confronti del neo presidente, sottolineando il grande lavoro svolto con fiducia e amicizia  già dal ’94.

Antonio Tajani, che era già vicepresidente del parlamento europea andrà ad affiancare così altri due italiani che attualmente “guidano” altre due importanti istituzioni europee: Federica Mogherini , responsabile dell’Alto Commissariato per la politica estera e la sicurezza comunitaria, e il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

Da domani, passata la naturale euforia,  dovranno affrontare scottanti problemi come l’emergenza migranti, il terrorismo e la Brexit.

Lo stesso presidente Mattarella, a nome degli italiani, si è congratulato dalla Grecia dove era per una visita istituzionale. Grande soddisfazione dunque, ma con cautela!

La storia europea  la conosciamo, ma vale la pena ricordare che,  la vocazione solidale con la quale l’Unione Europea  era nata si è trasformata in un mero sistema economico/finanziario,  modificandosi per certi versi in una prigione dalla quale diventa difficile uscire.

Ce la farà il trio italiano a riportare l’idea europeista nel suo originale alveo?

Il modello mondiale è cambiato e quindi anche la difficoltà dell’Europa a scrollarsi di dosso un sistema che fa accumulare ricchezza ad un numero sempre più esiguo di persone e allarga la fascia dei nuovi poveri.

Nelle previsioni, viste le prime dichiarazioni del neo eletto presidente Trump, i futuri rapporti con gli USA non sembrano convergere verso la stessa direzione, a causa della crisi internazionale di cui l’Europa  potrebbe risentirne gli effetti negativi.

Il momento di euforia è destinato a spegnarsi nel giro di poche settimane; troppi problemi importanti attendono i nostri “eroi”. Ma sono convinto che l’Italia e gli italiani, come sempre nei momenti più importanti della storia, sapranno gestire al meglio le sfide che essa ci propone.

Giuseppe Suffanti

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