Postato in data 19 luglio 2018 Da In Mostre

UN PREMIO CHE ANCORA SORPRENDE, NONOSTANTE SIA GIUNTO ALLE SOGLIE DEL TRAGUARDO D’ARGENTO!

 

 

Un Premio maturo, giunto alle soglie di un importante anniversario, che ancora riesce a offrire elementi di novità nel racconto delle storie umane proposte.

La XXIV edizione del Premio, che sempre si riallaccia attraverso un filo ininterrotto a quel memorabile 28 agosto 1995, quando vide gli albori in Piazza San Giovanni, riserva qualcosa di diverso rispetto alle precedenti, sebbene ripercorra il solco di una formula oramai collaudata e di sicuro impatto.

Belle le storie, legate a diverse esperienze umane e professionali ma tutte contrassegnate dal comune rapporto d’amore con la terra di origine, quella terra madre di cui si parla nello slogan di quest’anno, che ognuno di noi custodisce dentro di sè.

È la prima volta di un sindacalista, il modicano Enzo Savarino, impegnato da anni al vertice di una importante sigla sindacale tedesca, così come è l’esordio di un paese ricco di emigrati italiani quale la Germania sotto i riflettori del Premio.

È la prima volta anche per due fratelli, premiati nella stessa sera, i ragusani Claude e Angelo Gulino, affermati manager negli Stati Uniti.

Di grande rilievo sono gli altri Premiati, da Giancarlo Licitra nella sezione “Premio Aziende”, titolare della seconda azienda al mondo nella lavorazione di semi di carrubba, a Carmelo Giannone, giovane designer modicano autore del look esterno di una vettura di punta dell’Alfa Romeo.

Bella e significativa la storia di successo dell’imprenditore giarratanese Bruno Cultrera, partito ragazzino con la valigia piena solo di belle speranze per la lontana Melbourne, oggi titolare di una primaria azienda di import e distribuzione di prodotti agroalimentari.

C’è poi un riconosciuto professionista in ambito giuridico, di origine ragusana, distintosi anche per aver promosso da autentico mecenate spettacoli di numerosi artisti iblei a Philadelphia. È Giuseppe Rollo, meritevole del dovuto riconoscimento dalla terra che ha dato i natali al nonno per l’importante contributo di amore offerto a numerosi talenti ragusani negli States.

Spazio a ben due maestri della foto, il pedalinese Toni Campo, fotografo di Vogue, e il comisano Toni Gentile, autore dell’epico scatto che immortalò Falcone e Borsellino in un momento sereno a margine di un convegno, a conferma della fantasia e dell’estro della popolazione iblea anche in questo segmento di attività umana.

Il Premio porta bene, recita un consolidato adagio, e mai come nel caso di Lorenzo Licitra, di Peppe Arezzo e di suo figlio Nico questo auspicio ha trovato piena conferma, con l’affermazione in campo nazionale e internazionali dei nostri magnifici portabandiera della canzone e dello spettacolo.

Lorenzo e Nico ritornano sul palco del Premio per una diretta testimonianza di un anno indimenticabile per loro e per le migliaia di fans che hanno accompagnato con crescente entusiasmo i loro successo ad X Factor e al Festival Show di Verona.

Il team che cura l’organizzazione del Premio è l’affiatato e professionale gruppo di sempre, sulle orme di una tradizione che si è rivelata vincente negli ultimi anni, dal conduttore Salvo Falcone al creativo Emanuele Cavarra, dal maestro Peppe Arezzo al geniale Gianluca Tela, direttore delle riprese e autore dei contributi video insieme a Peppe Lizzio, senza dimenticare per i preziosi supporti Davide Savasta, Giovanni Noto, Ignazio Caloggero, Michele Barbagallo, Carmelo Saccone e l’intero Direttivo dell’Associazione.

Una edizione ponte verso quella del venticinquesimo che mantiene intatto tutto il suo fascino e la capacità di focalizzare l’attenzione di un vastissimo pubblico sulle molteplici e meritevoli attività dei figli della terra iblea sparsi nel mondo.

Un Premio ancora una volta organizzato con grande dedizione, nonostante le crescenti difficoltà finanziarie determinate dalla difficile congiuntura economica, che riesce a perdurare inalterato con l’entusiasmo di sempre grazie alla ricerca di novità in grado di renderlo attraente e mantenerne l’elevato standard organizzativo raggiunto negli ultimi anni.

E il pensiero già corre verso la 25a Edizione che metterà il sigillo d’argento a un evento che ha segnato e caratterizzato la migliore tradizione culturale dell’area iblea nell’epoca contemporanea.

 

Sebastiano D’Angelo

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